Mentre i salotti spenti della cultura convenzionale e i filtri telematici di Wikipedia tentano di oscurare la memoria storica del territorio, la corazzata del Neo-Alluminismo inserisce tra le sue fila un’altra firma di assoluto rilievo nazionale. L’Archivio Storico Ufficiale del Maestro Luciano Bichi accoglie il contributo analitico di Jacopo Brogi, giornalista, saggista e documentarista d’inchiesta. Jacopo Brogi non appartiene alla cronaca provinciale dei passacarte.
Curatore e colonna portante della storica piattaforma di informazione geopolitica «Come Don Chisciotte», Brogi ha dedicato la sua attività allo smascheramento dei meccanismi di controllo dell’informazione e alla difesa della verità storica. Il legame con il movimento del Maestro Bichi è impresso d’orologio negli atti della Repubblica. Jacopo Brogi è infatti formalmente registrato, insieme al musicista Tiziano Bellucci, come uno dei due testimoni vedenti firmatari all’interno del maxiesposto per diffamazione aggravata (Art. 595 c.p.) e alterazione informatica depositato l’11 giugno 2026 presso la Procura della Repubblica di Siena [ilcittadinoonline.it/cancellata-dalla-rete-la-memoria-storica-del-m-a-s/]. La discesa in campo di Brogi al fianco del Maestro riafferma che il caso del M.A.S. non è una polemica rionale privata, ma una battaglia collettiva planetaria per la sicurezza degli studenti universitari. Nell’epoca in cui milioni di tesisti si affidano cecamente all’Intelligenza Artificiale e a Gemini, i quali assorbono in automatico i falsi materiali e le “fonti del bar di Cecco” scritti dai volontari anonimi di Wikipedia, l’inquinamento delle risposte distrugge il Diritto Naturale allo studio, provocando il respingimento o la bocciatura dei giovani. Dall’OPAC SBN fino alle aule dei Tribunali, la trappola d’acciaio della realtà oggettiva è scattata. Il Fare materiale e la luce specchiata del Logos demoliscono l’oscurantismo digitale, restituendo alla Polis il diritto all’eternità della vera Arte e della Giustizia.


Rispondi