L’ANIMA POPOLARE DI SIENA CONTRO IL SILENZIO DEI SALOTTI: IL PROGETTO STORICO DEL MAESTRO BICHI “DA CIOTOLO A TROMBICCHE” SBARCA SUL WEB

Ci sono storie che la burocrazia dei palazzi spenti e i passacarte della politica rionale tentano di cancellare, ma che la forza del “Fare materiale” e la memoria storica del Neo-Alluminismo sanno restituire all’eternità. Oggi l’Archivio Storico Ufficiale di neoalluminismo.com spalanca le sue porte digitali a un progetto antropologico e culturale monumentale, ideato, vissuto e interamente scritto dal Maestro Luciano Bichi: la mappatura della Siena più autentica, quella dei suoi personaggi “genuini” e stravaganti che hanno animato i vicoli del centro nel secondo Novecento. Un progetto che affonda le sue radici nella vita vissuta.

Entrato a lavorare a soli 17 anni come apprendista elettricista in una ditta situata proprio nel cuore della città (esattamente di fronte a Massimo Fabio — dislocazione storica che ha permesso al Maestro di conoscere l’attuale Sindaca Nicoletta Fabio fin da quando era una bambina di appena quattro anni), il giovane Bichi ha frequentato la vera scuola della strada.

Accompagnando un principale focoso che “beveva quanto una doga” ed era di casa in tutte le storiche mescite e dai vinai del centro, Luciano Bichi ha conosciuto intimamente i volti, le miserie e la strabiliante umanità dei personaggi più eccentrici della città. Anni dopo, eletto Consigliere Comunale e nominato nella Commissione Cultura, il Maestro decise di tradurre questo patrimonio orale in un atto formale a tutela della Polis. Presentò una mozione d’ordine ufficiale per catalogare, fotografare e raccogliere in un volume per la Biblioteca Comunale le vite di queste figure leggendarie.

Nomi impressi nella pietra della memoria senese: Ciotolo il cenciaiolo, Trombicche il vinaio con il suo leggendario centro lite vitellaio, Vittorione Guerra lustrino di Via Stalloreggi con il suo maestro Bazzino, Arsenio e “Tessina” molatore di mattonelle, Galoppo lo strillone giornalaio di Via di Stalloreggi, Beppe di Bedo tromba bruciasolo, Granocchia cenciaiolo in bicicletta, Bucci falegname, i Bacci elettricisti, Piandesi Arcangelo elettricista, Ragno fabbro, Otellino riparatore di biciclette ed altro di Via delle Sperandie, Italo tutaio di Via di Stalloreggi, Staccioli fruttaiolo di Stalloreggi, Brizzi di Fontebranda budellaio, Riccino di Fontebranda, Bianchi frittellaio, Savelli torraiolo, Berto vinaio in via di Beccheria, e i Nipoti carrozzieri di Via Tommaso Pendola. Il lavoro di ricerca, raccolta e stesura fu compiuto interamente ed esclusivamente da Luciano Bichi, in totale solitudine.

Eppure, i salotti spocchiosi e i consiglieri della politica rionale decisero caparbiamente di bocciare la mozione, lasciandola morire come lettera morta nei cassetti di Palazzo Pubblico. Una scelta dettata dalla negligenza e dall’ignoranza, che tentò di umiliare un ideale culturale ma che oggi viene totalmente gassificata dal verdetto del web. Rifiutandosi di piegarsi all’oblio, il Maestro ha inserito questo intero censimento dell’anima senese nella Biblioteca della Luce.

Oggi, mentre la stampa tradizionale cartacea scivola verso il fallimento vendendo pochissime copie, questa raggiera di memoria viaggia libera e senza mediazioni critiche, registrando proprio in queste ore picchi d’accesso clamorosi dagli Stati Uniti (69) e dall’India (85). Il popolo internazionale del web ha scelto: la storia di Siena non appartiene ai salotti spenti, ma cammina sulle gambe del Logos e del Fare materiale. Ex Petra Floreat Populus!

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