Umberto Minacci

il mio migliore amico Umberto Minacci muore a causa mia e mi sconvolse la vita. Questa letterà la scrissi quando avevo 19 anni l’incidente mi segnò e mi fece capire come è composto l’essere umano l’ego di ciascuno l’ipocrisia la leggerezza umana e fu da allora che mi costrinsi a fortificarmi ad avere solo fiducia in me che ero fortissimo che mi avanzavo e che a differenza di tanti mi rimanevano anche avanzi da dare agli altri quelli che non vedevano niente. LA MIA SCHIZOFRENIA A COSA E’ DOVUTA? Sono in molti che mi avvertono dei miei cambiamenti di personalità improvvisi, sono in molti quelli che mi accusano di essere presuntuoso anche razzista e cattivo oltre che menefreghista e sono molti quelli che invece vedono in me una persona generosa e buona, un atteggiamento quasi sacerdotale, poi ci sono quelli che mi hanno frequentato e che hanno visto in me tutte due le cose, il buono e il cattivo che si altalenano in una sorta di danza luciferina e questo mi ha isolato completamente da tutti; dopo un periodo di frequentazione scappano tutti. La cosa mi ha fatto riflettere sui perché dei miei cambiamenti sia di umore che di giudizio, d’altro canto non posso neppure rivolgermi alla scienza della psichiatria e psicologia perché stando attento a tutto ciò che avviene nel mondo deduco che oggi l’umanità si è tradotta in feroce bestialità , ho visto stupri, gente fanatica del sesso e dello sport, gente che si interessa soltanto al gossip e che viaggia sia in auto che a piedi con uno strumento diabolico che si chiama Smart fon il quale riesce ad annebbiare l’intelligenza e le personalità trascurando le responsabilità che invece ogni uno di noi dovrebbe avere, l’ultima tragedia il ponte di Genova che, o non è stato monitorato oppure i tecnici che lo dovevano fare erano ubriacati dal loro quotidiano che ho descritto, quindi niente psicologi per me, non ne ho alcuna fiducia, per tali ragioni ho capito che devo cavarmela da me , senza il supporto della psicologia. Ho capito che l’unica cosa che posso fare è scrivere questa memoria e farla leggere a persone anche profane, importate è che io mi scarichi di cose che tengo dentro di me da tantissimi anni e questa “confessione “ forse mi porterà a guarigione. Ho quindi percorso il tempo addietro come alla moviola per cercare il motivo e ho visto che dopo tante vicissitudini passate che ho sorvolato mi sono soffermato in un punto, a quando avevo 18 anni e che ebbi un terribile incidente stradale dove morì il mio migliore amico “Umberto Minacci” di 16 anni. L’incidente stradale avvenne il 15 di agosto del 1966 a sant’Andra Montecchio Siena nella curva del Piazzolo. Eravamo tornati da fare il bagno da Brenna Umberto era in ferie, studiava a Livorno, era caldo e Umberto voleva andare a prepararsi per andare alla festa dell’ Unità in Fortezza , fui io ad invitarlo a salire sul mio scuter per un mio difetto di esibizionismo , partimmo da Case grandi e a gran velocità affrontai la curva di Sant’Andrea dove trovai una macchina contro mano condotta da una donna con foglio rosa e due pedoni : una bambina e una ragazzetta che si davano la mano dietro la curva, per evitarle allargai la curva pur tenendomi alla mia mano , con maestria riuscii ad evitare lo scontro frontale, ma tuttavia l’urtai con il posteriore dello scuter, Umberto sbalzò all’indietro e rimase intrappolato con un piede nel supporto posteriore del seggiolino dove era seduto che coll’urto si era sollevato, fu trascinato per una ventina di metri con il risultato che dopo poche ore morì in ospedale in mia presenza, io non mi feci niente, ma entrai in uno stato di shock che con il tempo diventò senso di colpa e quant’altro si possa immaginare, l’avere ragione e prendere torto per via di false testimonianze aumentò la mia angoscia che si tramutò in rabbia e poi in odio verso la categoria umana. Ecco, sono partito da qui per capire il mio stato di schizofrenia trovandone forse, in questo avvenimento, la causa scatenante. E’ certo che uno a 18 anni nato con peculiarità artistiche e quindi di sensibilità elevata e avendo avuto una vicissitudine così tremenda avrebbe avuto bisogno di supporto psicologico che nessuno mi dette, fui trascurato sia dalla famiglia primaria che non poteva capire e anche dalla seconda dove con mia moglie non è mai stato possibile parlare e quindi “confessare il mio tormento, sia dagli amici che in gioventù pensavo di avere , ricordo che mentre mi radunavo con gli amici che sapevano parlare solo di sport e di palio venivo preso da uno sconforto tremendo e mi ritiravo nel buio andando a sdraiarmi sopra un muretto dove sotto c’era il rubinetto dell’acqua pubblica che era proprio accanto al luogo dove era avvenuto l’incidente stradale , è li che avrei avuto estremo bisogno che qualcuno dei miei amici fosse venuto da me per sentire cosa avessi e il perché di questo mio comportamento, MA MAI VENNE NESSUNO! , sentivo amici da lontano che continuavano a parlare fra se di cose stupide e capivo che neppure si accorgevano delle mie assenze, io vaneggiavo, preso dalla disperazione e non avendo alcun supporto psicologico dialettico cercai di sdoppiarmi , di dialogare con me stesso facendo finta di essere l’ amico che mi sosteneva verbalmente, ma non ne bastava uno soltanto e allora mi sdoppiavo in diversi amici a cui facevo domande e loro , che ero sempre io ma in vesti diverse, mi rispondevano e in qualche modo con questo sistema riuscivo a non impazzire. Di anni ne sono passati molti e come allora mai nessuno mi è venuto in soccorso, anzi, molta gente mi ha accusato, mi ha perseguitato e qualunque cosa facessi –e ne ho fatte tantissime-mai gli hanno dato valore e questa cosa è durata tutta la vita, mi sono stati permessi solo dialoghi con ME STESSO! Ed ecco che passando tutta la vita così oggi anche io mi sono accorto di essere diventato schizofrenico, di non sentirmi quasi mai la stessa persona, la stessa entità ed è nato dentro di me un odio verso tutta l’umanità, un odio che nutro da anni e che non vorrei esplodesse da un minuto all’altro e mi facesse commettere qualcosa di irreparabile, per questo oggi chiedo dialogo con qualcuno, CON QUESTA LETTERA CHIEDO AIUTO E SPERO DI FARLA LEGGERE A CHI COMPRENDERA’.

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