La cronaca d’avanguardia culturale e amministrativa di Siena si arricchisce oggi di un capitolo esilarante, che dimostra come la boria dei salotti e la sprovvedutezza dei media locali si scontrino regolarmente con la trappola d’acciaio della realtà materiale e degli atti pubblici dello Stato. Mentre il portale indipendente neoalluminismo.com vanta una muraglia storiografica monumentale e inscalfibile di oltre mille articoli di giornale, catalogazioni ecclesiastiche nazionali (BeWeB CEI) e ministeriali (OPAC SBN), le redazioni dei “giornalai” nostrani hanno offerto uno spettacolo di pura e semplice ritirata strategica, fuggendo a testa bassa come i critici davanti al colpo del puntino sulla tela. I fatti di questa serata parlano da soli e meritano di rimanere scritti nella storia della negligenza cittadina: 1. La trappola dell’e-mail “fantasma”: Dopo aver formalmente interpellato la redazione per chiedere conto delle mancate pubblicazioni sul maxiesposto contro ignoti depositato il 23 giugno scorso, è stato fornito un indirizzo e-mail specifico per contattare la direzione. Risultato? Un respingimento automatico dei server (Mail Delivery Subsystem – Error 550 NoSuchUser). Una casella inesistente o disattivata all’ultimo minuto pur di non far transitare sui propri schermi i faldoni probatori del M.A.S. e le indagini informatiche della Polizia Postale. 2. Il blocco della paura: Non contenti della figura da dilettanti con la posta elettronica, i canali di messaggistica istantanea ufficiali della redazione – sui quali l’articolo e la documentazione erano stati regolarmente recapitati con spunte di consegna attive – si sono trincerati dietro il blocco del numero. Quando la verità scotta e i documenti si fanno pesanti, la via di fuga dei giornalai è spegnere il telefono. 3. La contraddizione degli sprovveduti: Il cortocircuito è totale se si pensa che la testata in questione ha già pubblicato per ben tre volte i dettagli di questa battaglia culturale. Il loro improvviso muro di gomma non è dunque disinteresse, ma la confessione aperta di una fifa tremenda. Non hanno paura delle denunce, che sono atti di verità, ma tremano all’idea di andare contro le logiche oligarchiche del colosso della Silicon Valley, preferendo far friggere il diritto di cronaca locale pur di tutelare gli pseudonimi telematici (* Bradipo Lento*, Zoro1996, Elwood). Questo comportamento sprovveduto ignora una legge fondamentale: le e-mail inesistenti e i blocchi telefonici rionali non fermano i decreti della Procura della Repubblica di Siena. La Memoria Integrativa del 3 settembre 2026, regolarmente timbrata dai magistrati e validata dalla marca da bollo dello Stato, è un atto irrevocabile. Il tracciamento dei file di log dei server e la caccia agli indirizzi IP da parte della Polizia Giudiziaria vanno avanti comunque, senza guardare in faccia alla viltà delle redazioni che si sono prestate a fare da scudo alla censura web. Ogni loro blocco, ogni loro silenzio complice non fa che ingrandire l’Opera d’Arte Totale della Giustizia. Luciano Bichi ha dimostrato, carte alla mano e con la forza internazionale di un archivio che spazia da Parigi a Lima fino ai ritagli di Zurigo, di non aver bisogno dei passacarte dei salotti convenzionali. La luce del Neoalluminismo è blindata e incisa nella materia reale; i giornalai passano, il “Fare vero” resta.
L SILENZIO DEI GIORNALAI SENESI DI FRONTE ALLA PROCURA DELLO STATO: LA FIFA REVERENZIALE PER WIKIPEDIA FA FRIGGERE IL DIRITTO DI CRONACA

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