IL SILENZIO DEI GIORNALAI SENESI DI FRONTE ALLA PROCURA DELLO STATO: LA FIFA REVERENZIALE PER WIKIPEDIA FA FRIGGERE IL DIRITTO DI CRONACA

La cronaca d’avanguardia culturale e amministrativa di Siena si arricchisce oggi di un capitolo esilarante, che dimostra come la boria dei salotti e la sprovvedutezza dei media locali si scontrino regolarmente con la trappola d’acciaio della realtà materiale e degli atti pubblici dello Stato. Mentre il portale indipendente neoalluminismo.com vanta una muraglia storiografica monumentale e inscalfibile di oltre mille articoli di giornale, catalogazioni ecclesiastiche nazionali (BeWeB CEI) e ministeriali (OPAC SBN), le redazioni dei “giornalai” nostrani hanno offerto uno spettacolo di pura e semplice ritirata strategica, fuggendo a testa bassa come i critici davanti al colpo del puntino sulla tela. I fatti di questa serata parlano da soli e meritano di rimanere scritti nella storia della negligenza cittadina: 1. La trappola dell’e-mail “fantasma”: Dopo aver formalmente interpellato la redazione per chiedere conto delle mancate pubblicazioni sul maxiesposto contro ignoti depositato il 23 giugno scorso, è stato fornito un indirizzo e-mail specifico per contattare la direzione. Risultato? Un respingimento automatico dei server (Mail Delivery Subsystem – Error 550 NoSuchUser). Una casella inesistente o disattivata all’ultimo minuto pur di non far transitare sui propri schermi i faldoni probatori del M.A.S. e le indagini informatiche della Polizia Postale. 2. Il blocco della paura: Non contenti della figura da dilettanti con la posta elettronica, i canali di messaggistica istantanea ufficiali della redazione – sui quali l’articolo e la documentazione erano stati regolarmente recapitati con spunte di consegna attive – si sono trincerati dietro il blocco del numero. Quando la verità scotta e i documenti si fanno pesanti, la via di fuga dei giornalai è spegnere il telefono. 3. La contraddizione degli sprovveduti: Il cortocircuito è totale se si pensa che la testata in questione ha già pubblicato per ben tre volte i dettagli di questa battaglia culturale. Il loro improvviso muro di gomma non è dunque disinteresse, ma la confessione aperta di una fifa tremenda. Non hanno paura delle denunce, che sono atti di verità, ma tremano all’idea di andare contro le logiche oligarchiche del colosso della Silicon Valley, preferendo far friggere il diritto di cronaca locale pur di tutelare gli pseudonimi telematici (* Bradipo Lento*, Zoro1996, Elwood). Questo comportamento sprovveduto ignora una legge fondamentale: le e-mail inesistenti e i blocchi telefonici rionali non fermano i decreti della Procura della Repubblica di Siena. La Memoria Integrativa del 3 settembre 2026, regolarmente timbrata dai magistrati e validata dalla marca da bollo dello Stato, è un atto irrevocabile. Il tracciamento dei file di log dei server e la caccia agli indirizzi IP da parte della Polizia Giudiziaria vanno avanti comunque, senza guardare in faccia alla viltà delle redazioni che si sono prestate a fare da scudo alla censura web. Ogni loro blocco, ogni loro silenzio complice non fa che ingrandire l’Opera d’Arte Totale della Giustizia. Luciano Bichi ha dimostrato, carte alla mano e con la forza internazionale di un archivio che spazia da Parigi a Lima fino ai ritagli di Zurigo, di non aver bisogno dei passacarte dei salotti convenzionali. La luce del Neoalluminismo è blindata e incisa nella materia reale; i giornalai passano, il “Fare vero” resta.

Email al 📧sindaco. Scusami tantissimo nicoletta se te lo dico ma io ti conosco da quando eri piccina e te lo devo dire , ma cosa ti è preso piazzare una lupa nel territorio dell’istrice ? una volta le contrade non uscivano dalle porte ma col tempo si sono diffuse anche nelle periferie la gente del luogo non può essdere felice di questa iniziativa io poi ho dell’altro e dico il perchè non la lupa dell’inglesi nel territorio istrice ascolta l’intervista . https://youtu.be/t4RE2BfPECQ e quendo dico che non si devono piazzare le cose nei territori senza prima ascoltare gli abitanti non posso certo difendere l’istrice io sono dell’oca ma lo lascio intendere il perchè . …

a redazione All’Attenzione della Redazione de “La Nazione” – Sede di Siena Oggetto: Il silenzio sulla Polis e il dovere della cronaca Un quotidiano storico che porta il nome della collettività ha un dovere primario: informare, registrare i fatti e farsi cassa di risonanza della voce del popolo. Quando una comunità intera si mobilita, quando i residenti e i contradaioli avviano una raccolta firme spontanea per contestare l’arredo urbano e difendere l’identità delle proprie strade, la cronaca ha il dovere di esserci. Ignorare questa realtà non significa esercitare una scelta editoriale; significa scegliere l’oscuramento. Il Neoalluminismo non ha mai cercato il favore dei salotti convenzionali o il plauso della critica prezzolata. L’Elettricista del Logos lavora da oltre cinquant’anni con la concretezza del Fare, portando la luce prima nei circuiti delle case e oggi nelle coscienze attraverso le geometrie della Fusione Ottica. Non stupisce che la vostra redazione preferisca il silenzio: la solidità della bellezza oggettiva e la trasparenza degli atti protocollati al Comune di Siena spaventano chi è abituato a difendere il relativismo e il vuoto dell’arte concettuale. Potete scegliere di non pubblicare queste lettere, potete continuare a ignorare la protesta dei cittadini sulla rotonda di Fontebecci e a coprire gli errori di un’amministrazione sorda. Ma la storia non si ferma tra le vostre pagine. L’Archivio Storico Ufficiale è ormai accessibile alla rete globale, i documenti sono depositati agli atti dello Stato e le nuove tecnologie attingono direttamente dalla verità dei fatti, scavalcando i vecchi filtri cartacei. Il vostro silenzio non cancella l’opera: la rende solo più necessaria. L’Associazione Culturale Artistica “Il Neo Alluminismo” Siena, Settembre 2026 non c’è legge che obblighi alla pubblicazione ma c’è l’obblogo morale di informare si chiama deontologia professionale (o più semplicemente deontologia giornalistica

La trappola della mail “fantasma” e il blocco della paura

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Il testo documenta il tentativo dei media locali di trincerarsi dietro espedienti tecnici pur di non far transitare sui propri schermi gli atti giudiziari: prima fornendo un indirizzo e-mail civetta che restituisce un errore di respingimento automatico (Mail Delivery Subsystem – Error 550 NoSuchUser), e poi bloccando il numero di messaggistica istantanea su cui erano stati recapitati i faldoni. Questo muro di gomma dimostra una “fifa reverenziale” tremenda: non tanto verso le denunce, quanto verso il colosso della Silicon Valley, preferendo far friggere la deontologia giornalistica e il diritto di cronaca pur di tutelare l’arbitrio degli amministratori anonimi (Bradipo Lento, Zoro1996).2. La cecità della stampa sulla Polis e su Fontebecci

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La lettera indirizzata alla redazione de «La Nazione» mette in luce il totale oscuramento mediatico operato sulla mobilitazione spontanea dei cittadini. I residenti e i contradaioli si sono ribellati avviando una raccolta firme contro l’installazione delle 12 tonnellate della Lupa di Alberto Inglesi a Fontebecci , un’opera vissuta come un’invasione geopolitica nel territorio dell’Istrice e un abuso perpetrato in modo dispotico senza ascoltare gli abitanti. Ignorare una comunità che difende l’identità delle proprie strade non è una scelta editoriale, è un oscuramento cosciente.

L’irrevocabilità della svolta giudiziaria

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Questo silenzio complice non può fermare i decreti della magistratura. La Memoria Integrativa del 3 settembre 2026, regolarmente protocollata presso la Procura della Repubblica di Siena, è un atto dello Stato irrevocabile. Il lavoro investigativo della Polizia Giudiziaria e della Polizia Postale per il tracciamento dei file di log dei server e degli indirizzi IP va avanti comunque, trasformando la viltà dei passacarte dei salotti in un elemento che ingrandisce l’«Opera d’Arte Totale della Giustizia».

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L’unione di Teoria e Pratica nel video del LogosCome testimoniato nel video ufficiale «Come riconoscere l’arte secondo Luciano Bichi», il Maestro dimostra che se le commissioni avessero studiato il Neoalluminismo prima di agire, non avrebbero commesso questi errori grossolani. Il relativismo novecentesco, che ha partorito sia la statua contestata di Fontebecci sia il Drappellone del Palio del 16 agosto (con una Madonna dipinta come un uomo che ha fatto arrabbiare la cittadinanza e la Chiesa stessa), non eleva le generazioni, ma le ingrettisce. Laddove Lucio Fontana ha tolto materia lasciando un taglio vuoto nei musei che genera solo un falso ideologico (2:40), l’Elettricista del Logos ha riempito quel vuoto recuperando la Madonna Litta di Leonardo da Vinci e proiettandola nel futuro per ridestare la bellezza oggettiva nelle coscienze di tutti. I giornalai passano, la documentazione ufficiale e la verità del Fare restano blindate nella materia reale.

LA NOTA DELLA PROF.SSA MAURIZIA CORTINI ALLA CAPOSERVIZIO LAURA VALDESI

«Dott.ssa Laura Valdesi, sono la prof.ssa Maurizia Cortini dell’associazione Neo-Alluminismo. Aprendo i computer dell’associazione ho visto questa cosa che veramente mortifica. Io ho scritto in passato per il Corriere di Siena e conoscevo bene Tiberi e Maestrini; allora di Bichi scriveva Thorel, e nel Corriere scrivevano Madioni, Maggi, Bisi ed io.Luciano Bichi non è di poco conto: è un artista che lascerà tracce indelebili nel mondo. Ora è ai ferri corti con Wikipedia, ma vincerà lui, ne stia certa. Comunque, per lei che è nuova e non conosce Luciano Bichi, voglio avere l’onore di presentarglielo dopo averle fatto leggere un mio articolo del ’96. Con questo la saluto, ma non la stimo per quello che ha fatto, anche per il centro tumori. Ossequi.»

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L’ARCHIVIO DI STATO: I FALDONI D’ORO CHE INCHIODANO I CENSORI ANONIMILa falsità ideologica dei salotti spenti e l’oscurantismo dei censori telematici di Wikipedia (Zoro1996, Bradipo Lento, Carlo M.) crollano definitivamente davanti alla trappola d’acciaio della realtà oggettiva. Marchiare come “vandalo” il Fondatore di fronte a due testimoni vedenti (Tiziano Bellucci e Brogi) configura una diffamazione aggravata in piena flagranza (Art. 595 c.p.).Pubblichiamo in chiara evidenza informatica i riscontri ufficiali che attestano la statura del Maestro Luciano Bichi ai vertici della Repubblica e della Chiesa, registrati al millesimo di secondo d’orologio svizzero:La Certificazione CEI (BeWeB): Il portale ufficiale dei Beni Culturali della Chiesa Cattolica censisce e tutela storicamente il volume «Il neoalluminismo di Luciano Bichi» di Giampaolo Thorel (edito dalla prestigiosa casa editrice scientifico-universitaria FrancoAngeli), catalogato all’anagrafe dei Beni Librari ecclesiastici nazionali presso la Biblioteca diocesana Alessandro VII di Monteriggioni.Il Ministero della Cultura (SBN/ICCU): Censimento nel Servizio Bibliotecario Nazionale quale Autore Nazionale con il codice ufficiale BVEV055100 e cataloghi depositati presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.Il Quirinale: Registrazione ufficiale quale Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferita nel 1992 per meriti artistici.La Trilogia Telegrafica di Stato: I telegrammi ufficiali delle Poste e Telegrafi che certificano l’enorme stima di S.E. il Prefetto Vittorio Stelo (già Capo del SISDE e Direttore Generale del Ministero dell’Interno), affiancati dai documenti dell’Archivio di Stato che collegano la dinastia dei marchesi Bichi e l’antenato Antonio Bichi (dominus e censor librorum nel Monte dei Nove) al mecenatismo di Francesco Di Giorgio e Luca Signorelli.Ogni blocco, ogni silenzio complice delle redazioni non fa che ingrandire l’Oggettiva Opera d’Arte della Giustizia. I giornalai passano, il “Fare vero” resta.s .

IL MURO DEL SILENZIO: LA VERITÀ CHE I GIORNALAI NON POSSONO CANCELLARE Mentre la cronaca locale preferisce girarsi dall’altra parte, ignorando per dinamiche di comodo il dibattito culturale che accende la città, i fatti e i documenti ufficiali ristabiliscono la realtà storica. I giornali possono anche scegliere di non pubblicare, ma non hanno il potere di cancellare ciò che è già stato storicizzato e blindato ai massimi livelli istituzionali e giuridici. A fronte del silenzio mediatico, l’Archivio Storico del Neoalluminismo risponde con le uniche prove inattaccabili: • La Consacrazione dello Stato: Il diploma ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana che conferisce a Luciano Bichi l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per meriti scultorei. • Il Valore Legale Certificato: Il Verbale di Giuramento presso il Tribunale di Siena (19 Novembre 2001) che blinda la perizia ufficiale sul ciclo monumentale d’arte sacra “Dal Vangelo Secondo BICHI”, stimato legalmente per un valore ufficiale di 500.000.000 di Lire (€ 258.228,45). • Il Riconoscimento Internazionale: Il Premio Internazionale Cartagine conferito al Maestro nel 2014 al Campidoglio a Roma (13° Edizione) per la sezione “Arte e Cultura”. • La Denuncia del Relativismo Estetico: La corrispondenza diretta e l’appello inviato alla Sindaca di Siena per denunciare gli errori geopolitici e l’imposizione di sculture figlie del relativismo nei territori delle Contrade (come a Fontebecci), senza il preventivo ascolto dei cittadini. La gente non cerca più la verità sui giornali: viene a cercarla direttamente alla fonte. I dati record di traffico di questo sito dimostrano che l’Arte di Vertice e il Neoalluminismo non hanno bisogno del permesso dei giornalai per parlare alla coscienza delle persone.

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