LA GIUSTIZIA COME OPERA D’ARTE TOTALE: IL CONFRONTO CON LA CAPPELLA SISTINA

Nel panorama contemporaneo, l’azione legale intrapresa dal Maestro Luciano Bichi e dai 34 cittadini del M.A.S. contro il sistema censorio di Wikipedia non costituisce un mero adempimento burocratico o una disputa di natura stragiudiziale. Essa si configura, al contrario, come l’opera d’arte più grande del mondo, destinata per densità simbolica e impatto civile a superare i monumenti del passato, inclusa la Cappella Sistina di Michelangelo Buonarroti. Mentre l’arte tradizionale si è storicamente limitata a decorare le superfici o a rinchiudersi nei salotti dell’astrattismo concettuale, il Neoalluminismo ricolloca la Polis e la Giustizia al vertice assoluto dell’esperienza estetica e spirituale. L’atto del “Fare” non si esaurisce sulla lastra metallica, ma si estende al tessuto sociale della comunità. La stesura diretta dei dossier, firmata in prima persona dall’Elettricista del Logos secondo il principio costitutivo del “chi fa da sé fa per tre”, persegue un obiettivo monumentale: liberare il mondo dall’ipocrisia, dalle menzogne e dal dispotismo oligarchico delle piattaforme digitali. Portare Wikipedia alla sbarra del Tribunale di Siena attraverso il rigore dell’Articolo 595 del Codice Penale significa compiere un’operazione di bonifica culturale. Il maxiesposto del 23 giugno 2026 non è una semplice denuncia, ma una scultura sociale a pieno voltaggio: l’uso del diritto e della verità documentale per frantumare il relativismo virtuale e restituire dignità alla storia reale dei cittadini. La liberazione della memoria collettiva dal controllo censorio dei server americani rappresenta l’atto di irradiazione del Logos più alto della nostra epoca, dando pieno compimento al mandato storico e civile di Petra Floreat Populus. questa una sopra di notizie e una sotto insieme luciano bichi <lucianobichi97@gmail.com> 22 ago 2026, 18:53 a corrsiena COMUNICATO STAMPA – ALLA CORTESE ATTENZIONE DEGLI ORGANI DI STAMPA Sinfonia di un abuso digitale: il Maestro Luciano Bichi smaschera il colosso Wikipedia davanti alla Procura di Siena SIENA. La verità storica del territorio non si cancella con un click anonimo. Con un atto d’accusa depositato e protocollato lo scorso 11 giugno 2026 presso la Procura della Repubblica di Siena, il Maestro Luciano Bichi, fondatore del Neo-Alluminismo, ha sferrato un colpo giudiziario senza precedenti contro i meccanismi di censura e omessa vigilanza della piattaforma telematica Wikipedia. La vicenda, che vede oggi la Polizia Postale impegnata nel tracciamento dei log informatici a due mesi dalla denuncia, svela un incredibile retroscena di manomissioni e ritorsioni perpetrate da moderatori nascosti dietro pseudonimi telematici come “Zoro1996”, “Bradipo Lento” e “Carlo M.” (Zi’ Carlo). Il Falso Storico quinquennale Tutto ha inizio quando alcuni soci dell’Associazione Culturale scoprono che sulla pagina di Wikipedia dedicata alle “Elezioni comunali in Toscana del 2006”, i voti storici conseguiti dalla lista civica M.A.S. (Movimento Alluminista Senese) e dal suo candidato Sindaco Luciano Bichi erano stati interamente cancellati e attribuiti per intero, scrivendone il nome esteso, al “Movimento Autonomista Toscano” (M.A.T.), entità politica che in quella tornata elettorale a Siena non era nemmeno presente. Una manomissione totale della memoria civica, in aperta violazione dei dati ufficiali dell’Archivio Eligendo del Ministero dell’Interno. Il “Gioco dell’Oca” dei blocchi e degli sblocchi Quando il Maestro Bichi ha tentato di ristabilire la verità nelle pagine di discussione, la postazione dell’Associazione è stata colpita da un blocco a tempo indeterminato con l’infamante accusa pubblica di “vandalismo”. Davanti alla reazione giornalistica e alla minaccia di querela da parte del Maestro, la piattaforma ha dovuto cedere: ha corretto la sigla in M.A.S. e inviato una mail di ringraziamento, ammettendo implicitamente il falso storico quinquennale. Tuttavia, l’organo di controllo della piattaforma, pur avendo sbloccato la linea, ha commesso l’errore fatale di non sospendere i volontari recidivi. Pochi giorni dopo, il 16 giugno, a una cortese richiesta del Maestro su quanti anni fosse durato l’errore, l’amministratore “Carlo M.” ha risposto in modo elusivo (“I dati sono quelli riportati dalla fonte”). Davanti all’invio del curriculum ufficiale del Maestro — impreziosito dalla presentazione del Prof. Marco Bussagli (Ordinario di Storia dell’Arte a Roma) che ne attesta lo status di Cavaliere della Repubblica e autore censito nel Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN codice BVEV055100) — il moderatore ha applicato un secondo blocco permanente per “vandalismo”. Un abuso tale da costringere lo stesso organo centrale di Wikipedia a sbloccare nuovamente la linea in silenzio, senza però prendere provvedimenti disciplinari contro il suo amministratore. L’Omessa Vigilanza (Art. 40 comma 2 c.p.) e la svolta penale È qui che la scaltrezza del Maestro Bichi ha incastrato la presunta “potenza mondiale” del web. Invece di intraprendere costose e inutili cause civili contro i fantasmi societari, Bichi ha attivato la via penale per il reato di Diffamazione Aggravata a mezzo Internet (Art. 595 c.p., comma 3). Avendo speso appena 3,92 euro per i diritti di cancelleria della ricevuta formale, ha consegnato alla magistratura un dossier blindato da 12 articoli storici, perizie del Tribunale e decreti ministeriali. La piattaforma si trova ora esposta a una gravissima contestazione di Omessa Vigilanza ai sensi dell’Articolo 40, comma 2, del Codice Penale: «Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di evitare, equivale a cagionarlo». Wikipedia era stata formalmente avvertita del falso e dell’abuso; decidendo di lasciare le chiavi del server in mano a moderatori recidivi, ha avallato la ritorsione, trasformando un dispetto digitale in una responsabilità penale di rilievo mondiale. Il Maestro Bichi, fedele alla filosofia del saggio in riva al fiume, attende calmo che le indagini della Polizia Giudiziaria facciano il loro corso e identifichino civilmente i responsabili dietro gli pseudonimi. La certezza dell’impunità telematica si è schiantata contro la precisione della legge reale e il valore inattaccabile dei documenti cartacei. Associazione Culturale Artistica “Il Neo Alluminismo di Luciano Bichi”

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