2007: Luciano Bichi l’inventore

Nasce l’«Eti-Bichi» contro le stragi del sabato sera. Poco dopo aver depositato il brevetto ufficiale della Fusione Ottica nell’ottobre del 2007, le pagine culturali e di cronaca del quotidiano La Nazione (nell’edizione dell’11 novembre 2007) celebravano Luciano Bichi sotto una nuova ed eccezionale veste: quella di “Artista, anzi, inventore”.L’articolo, firmato dalla giornalista Giulia Maestrini, documenta un’invenzione rivoluzionaria nata dall’estro investigativo e civico del Maestro: un dispositivo tecnologico salvavita battezzato «Eti-Bichi» (o Alcol-Bichi), progettato per bloccare l’accensione dell’automobile qualora il guidatore risulti alticcio.Un Archimede dei tempi moderni contro le stragi stradaliL’invenzione nasce da una profonda sensibilità etica e sociale. Di fronte al dramma delle “stragi del sabato sera” e all’inefficacia delle solite campagne di sensibilizzazione astratte, il Maestro ha risposto con la concretezza del fare.Il funzionamento dell’Eti-Bichi, descritto nell’articolo come un dispositivo “capace di cannusare l’alcol” grazie a un sofisticato sensore, è di una semplicità disarmante ma di un’efficacia totale:Il dispositivo viene montato direttamente dentro l’abitacolo della vettura, dal lato del guidatore.I sensori integrati rilevano il tasso alcolico direttamente dall’alito del conducente.Se il livello supera la soglia di legge, il congegno interrompe il circuito elettrico: l’auto non si accende e non parte, costringendo l’equipaggio a cedere il volante a una persona sobria o ad attendere lo smaltimento dei fumi dell’alcol.La battaglia politica a Montecitorio e la spinta per una Legge NazionaleCoerentemente con il suo spirito di combattente civile e con le storiche battaglie portate avanti in Consiglio Comunale, Bichi non si è fermato alla pura idea teorica. Ha depositato il brevetto industriale e ha immediatamente trasferito la questione sui tavoli della politica romana.Come riporta La Nazione, l’inventore senese strinse contatti diretti a Roma per incontrare a Montecitorio i deputati nazionali – tra cui l’onorevole Franco Ceccuzzi – per proporre e caldeggiare una legge specifica che rendesse obbligatorio questo dispositivo su tutte le auto in circolazione e di nuova produzione.Dal punto di vista industriale, l’Eti-Bichi era stato concepito per essere estremamente economico (con un costo stimato all’epoca tra i 30 e i 40 euro), rendendolo una soluzione democratica, accessibile e di massa per azzerare gli incidenti stradali legati all’alcol, riducendo drasticamente le spese sanitarie e l’impiego forzoso delle forze dell’ordine.La coerenza del Mastro FacitoreQuesto ritaglio del 2007 chiude il cerchio sulla figura di Luciano Bichi. Che si tratti di modellare la luce sull’alluminio speculare da 0,5 mm, di difendere il patrimonio monumentale dall’arte concettuale o di progettare sensori elettronici per salvare le vite dei giovani, il principio motore è sempre lo stesso: il rifiuto del relativismo e del vuoto. L’artista ha una responsabilità civile verso l’umanità e deve agire come un creatore solido, portando soluzioni visibili e utili per il bene comune.Mentre i critici d’arte e i salotti omologati perdevano tempo a incensare i tagli vuoti di Fontana, l’Archimede di via di Stalloreggi depositava brevetti e proponeva leggi a tutela della vita. Una storia straordinaria che Google e i censori della rete non possono oscurare e che rimane impressa nella memoria storica del portale.

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