I DOCUMENTI INCONFUTABILI CHE CONSACRANO IL CAVALIERATO E IL MOVIMENTO DEL MAESTRO LUCIANO BICHI AI VERTICI DELLA REPUBBLICA ED DELLA CHIESA
La falsità ideologica dei salotti spenti e l’oscurantismo dei censori telematici di Wikipedia crollano definitivamente davanti alla trappola d’acciaio della realtà oggettiva.
Pubblichiamo in chiara evidenza informatica i faldoni d’oro e i riscontri diplomatici ufficiali che attestano la sottomissione delle massime istituzioni civili, militari e religiose dello Stato e del Vaticano davanti alla luce animica del Neo-Alluminismo e alla cattedra delle opere in Fusione Ottica realizzate dal Maestro Luciano Bichi.
Qui non si tratta di fumo, finzioni commerciali o di marketing passivo, ma di pura esperienza vissuta registrata al millesimo di secondo d’orologio svizzero:
La Trilogia Telegrafica di Stato del Prefetto Vittorio Stelo (Lecce – Torino – Roma): I telegrammi ufficiali delle Poste e Telegrafi certificano come la “Volpe del Deserto”
S.E. il Prefetto Vittorio Stelo (già Capo del SISDE e Direttore Generale del Ministero dell’Interno), seguì stabilmente e con memori cordialità l’attività del Maestro Bichi, coordinando personalmente d’intesa con l’Arcivescovo Gaetano Bonicelli il trasferimento monumentale e la donazione dell’opera della Santa Caterina al Comune di Lecce fin dal 1991.
Il Cavalierato della Repubblica (Dicembre 1992): Il documento ufficiale emesso dal Prefetto di Siena Giovanbattista Mastrosimone che convoca formalmente il Maestro Luciano Bichi per consegnargli personalmente il Diploma dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, affiancato dagli auguri autografi personali del Presidente del Consiglio dei Ministri in carica Giuliano Amato e del Sindaco Pierluigi Piccini, subito prima delle note faide con la partitocrazia rionale.La Consacrazione della Fede e il Plauso del Vaticano (1996):
Le lettere della Curia Metropolitana di Siena a firma di Monsignor Ferdinando Neri e il documento solenne della Segreteria di Stato del Vaticano firmato da Mons. Leonardo Sandri (oggi Cardinale), che ringrazia ufficialmente il Maestro Bichi a nome del Sommo Pontefice per il dono dell’opera in alluminio “Incontri di Fede”, allestita nel cortile dell’Episcopio in Piazza Duomo per la Visita Pastorale del Papa.














LA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA CHE ATTESTA IL PELLEGRINAGGIO ISTITUZIONALE E RELIGIOSO DAVANTI AL MIRACOLO DELLA FUSIONE OTTICA
La furbizia autarchica del “cittino” di centro città e il peso storiografico del M.A.S. (Movimento Alluminato Storico) sono largamente dimostrati e documentati da queste eccezionali immagini d’archivio, salvate d’orologio svizzero a tutela delle future generazioni e dei miei quattro nipoti.
Le fotografie cantano la pura realtà dell’esperienza vissuta e ribaltano l’onere della prova: non è mai stato il Maestro Luciano Bichi ad andare a cercare appoggi morali o a bazzicare i corridoi delle Curie e delle Prefetture; sono stati i massimi rappresentanti dello Stato e i Principi della Chiesa a varcare la soglia del suo Studio d’Arte in Via di Stalloreggi a Siena per essere ALLUMINATI e trovare la vera cultura dell’intelletto.Il Prefetto Vittorio Stelo e i Vertici dello Stato:
Le immagini testimoniano il fitto pellegrinaggio della “Volpe del Deserto”, S.E. il Prefetto Vittorio Stelo, ripreso raddrizzato e rimpettito insieme alla sua consorte mentre presiede le inaugurazioni e analizza a regola d’arte la potenza delle grandi piastre in alluminio speculare.
A conferma della stima fraterna e del legame dinastico, viene documentata l’intimità delle due famiglie, unite a cena attorno allo stesso tavolo imbandito.
L’Arcivescovo Monsignor Ismaele Castellano: Lo storico e veneratissimo Pastore della Chiesa senese, immortalato sul pavimento a scacchi bianchi e neri dello Studio Bichi, colto nell’istante esatto in cui interroga la realtà oggettiva e riceve la Luce delle opere monumentali prima del subentro di Bonicelli.
La Consacrazione del “Cristo Lavoratore”: Le inquadrature storiche mettono in evidenza le massime autorità civili schierate in fiero e nobile silenzio proprio davanti alla lastra speculare del Cristo Lavoratore da due metri, la stessa opera d’avanguardia che oggi rilassa il DNA della Commissione dei Beni Culturali.







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