La “sensualità della donna” di Luciano Bichi

PRESENTAZIONE DEL CATALOGO DAL TITOLO: SENSUALITA’, Opere di Luciano Bichi

Questa volta, fare una presentazione e una critica artistica alle mie opere, per gli addetti ai lavori è stata cosa ardua e complicata, in pratica, ciò non è stato possibile. Si doveva trattare e si tratta della psicologia sensuale della donna raffigurata nell’esaltazione della sua bellezza e in modo nuovo, ma nessuno é riuscito ad esternare questo mondo sublime che per antonomasia si può chiamare anche arte. Per questa ragione ho preferito presentare personalmente le mie opere che esprimono e parlano tramite la sensualità femminile. D’altra parte ho chiesto ai critici d’esprimere delle spiegazioni di riferimento, ma nel mondo confuso e spesso paradossale dell’arte, nessuno è riuscito a seguirmi nella difficile impresa dello scibile artistico. Si sa che questi sono abituati a rifarsi a qualcuno o a qualcosa e che navigano sempre nel già visto o sentito; non hanno certamente la possibilità e neppure la sensibilità intellettiva di percepire qualcosa di nuovo. Il mondo dell’arte è forse, da millenni, caduto nell’oblio, poiché nulla finora, artisticamente parlando, era avvenuto di diverso dalle tante pseudo e riciclate opere, che dalla critica, sono state fatte credere, ad un pubblico impreparato e coinvolto dalle riviste artistiche prezzolate, delle novità. Parlo di quegli assemblaggi di rottami talvolta bruciacchiati, o di linee, tagli e strappi eseguiti casualmente, di colori scaraventati nelle tele, e che però sono stati presentati alla “grande” anche nelle più accreditate Biennali d’Italia. Va detto, tuttavia, che i critici e persone comuni che si sono interessati alle mie opere, sono rimasti sbalorditi (anche increduli) positivamente e complessivamente per ciò che ho fatto e raccontato con la mia nuova tecnica denominata Fusione Ottica e filosofia artistica che si chiama Neo-Alluminismo, ma in questo caso, nessuno ha saputo raccontare, o spiegare, della tanta sensualità e spiritualità, che queste opere ispirate esprimono cogliendo i sensi di chi n’ usufruisce. Per questo motivo, pur avendoci speso tempo e scritto fiumi di parole errate, all’ultimo, i critici d’arte, non sono riusciti ad indicare, in modo corretto, la sensualità, che è palese, sprigionata da queste opere che, sono state fatte, anche, per esternare la bellezza della donna. Da parte mia, ritengo giusto che un artista, se lo é davvero, sia l’unica persona adatta a spiegare al pubblico, il significato delle sue opere; mai nessuno saprà meglio di lui, come avviene la realizzazione che parte da un’ispirazione, per poi calarsi nella sostanza artistica. In questo caso, ho dato ragione al proverbio che dice: chi fa da se fa per tre.

LE SENSAZIONI OPERATIVE (come sono state idealizzate queste opere) Per il raggiungimento del mio scopo artistico, le donne che hanno una sensualità accentuata, sono quelle che mi hanno aiutato di più. La simbiosi artistica, utile a idealizzare le forme delle mie opere, scaturisce da due mondi diversi fra se: In questo caso è l’Essere, che è quell’artistico oggettivo e che s’ispira alle immagini sublimi, e il Divenire, che è quello interiore, relativo, che rielabora le cose per farle diventare più belle, nella visione umana. Vedo che la figura venuta dell’Essere, unita in queste due situazioni è trasformata, perché rielaborata, tramite la mia interiorità. Il punto di riferimento, questa volta, è la procreazione umana. Per questo motivo, ho preso come modello ideale il sentimento sensuale della donna, per poi incorniciarlo di sostanza materica, decorativa. Credo che l’abbellimento che ho attinto dalla sensualità femminile, non soltanto mi ha trasportato nel sublime, ma potrebbe avermi fatto generare delle vere opere d’arte. Il tutto si è svolto in una sorta d’ispirazione divina mischiata al desiderio del bello. Per far questo, ho dovuto circondarmi di belle donne da idealizzare, non importava della loro partecipazione, però, è stato importante che io ci credessi. Per contro, i miei sensi d’artista si sono ribellati allorquando la donna si è calata nell’atteggiamento scostante, o peg gio triviale, quando non ha obbedito ai canoni più elementari della femminilità; da sempre, quando questo avviene , essa perde ogni contenuto artistico e s’inoltra nel mondo del banale, fa sì che il fascino supportato dalla sua pur bella figura, si perda nei meandri del tutto uguale, nei più stupidi modi suggeriti dal gusto rispecchiato (si sa che alle donne piacciono gli uomini, ma commettono un grave errore quando si atteggiano e si vestono come loro) che “mascolinizza” le forme femminili, oppure le materializza fino al punto di renderle troppo visibili facendole perdere il fascino misterioso che invece dovrebbe predominare nelle signore e signorine di classe. Questi ultimi atteggiamenti, sono lesivi per la buona continuazione della specie umana, poiché, a priori, deve troneggiare la bel lezza, é a questo che serve la donna, ad attrarre l’altro sesso con la bellezza esternata da una grande e misteriosa classe sensuale, per poi ottenere un’ottima specie umana. La bellezza effettiva della donna deriva dalla sua sensualità che s’esterna colla dolcezza dei sensi più alti ed è gestita da un’infinità di sfumature. Dai gesti, dagli sguardi, dalle parole, dalle vesti che ella indossa, da come si pone di fronte ad un uomo, può nascere la sublimazione. Se la donna si porrà in modo naturale e corretto, l’uomo la idealizzerà, come sono state da me idealizzate queste figure artistiche. Il prodotto di questa situazione, sarà sicuramente superiore ad ogni attesa, in altre parole, i figli che ne nasceranno, saranno belli e genereranno il bello. Si sa che la donna è già interessante di per se, ma le sue molteplici possibilità d’attrazione si potrebbero ampliare, questo, anche se ella non rispondesse ai canoni della bellezza in tutte le sue parti del corpo, perché può, con la propria sensualità, migliorare il suo modo di porsi alla società. Quello che voglio dire con le mie figure artistiche, è che la donna deve fare le sue scelte; una è quella d’apparire banale per incuranza, l’altra é divenire sublime a cospetto del mondo maschile, andando a pescare nella propria interiorità le parti più femminili, che sono quelle che la natura le ha regalato, per poi mostrarle con grazia, col supporto della sensualità, senza farle vedere superficialmente e specificatamente. Il carattere d’ogni persona agisce nella figura; se essa ha una bell’interiorità, anche il suo aspetto apparirà gradevole, viceversa sarà, se dentro di se esiste quell’egoismo che si traduce in incuranza, o trascuratezza. Credo e spero che questi miei quadri invitino tutte le donne ad indossare l’indumento della sensualità, quello che io, con la visione artistica, ho cercato d’esternare esaltando il loro corpo. Desidero anche che i concetti scaturiti dalle mie opere, esprimano oltretutto, il piacere estetico femminile e che riescano anche a trascinare tutti verso il mio mondo, che è il più bello e vero di tutti gli altri, in altre parole, quello dell’arte. E’ questo che dovrebbe suggerire tutte le cose belle e buone dell’universo. La mia Arte, questa volta, è stata attenta all’interiorità delle donne, ma in seguito, mi attuerò in altro tipo di concetto, cercherò di far capire l’importanza della sensualità delle persone a tutto tondo, questo allo scopo d’invitare anche gli uomini ad esternarsi in modo elegante e sottile, e a rifiutare le banalità e le trivialità che sono da sempre stati e saranno, la causa di tutte le cose brutte di questo mondo. E’ il paradosso che trascina l’umanità verso l’insicurezza, l’ incuranza, la trivialità, lo scetticismo e che genera un mondo pieno di gente insignificante e bruttina, tipo quella che nelle folle spinge i carrelli ai supermercati: Infatti, ritengo che nulla di più brutto c’è, della visione di donne, uomini e bambini compresi, tutti in fila ed ugualmente trascurati per colpa dell’attecchimento di una mentalità massificata ed incurante, che curvati, afferrano, con le mani che sembrano artigli di piccioni, il palo orizzontale di un carrello pieno di cianfrusaglie, e lo spingono con avidità, verso le automobili anch’esse scalcinate, per caricare e poi trasportare, nelle loro case, la scorta di cibarie che sono state conquistate a spintoni, comperate a “soldini”, col sigillo e il suggerimento, del consumismo di massa. L’eccezione, com’é naturale che sia, non fa la regola; nei supermercati ci sono anche delle belle signore distinte, ma anche queste ultime, per colpa di un atteggiamento riverso al tutt’ uguale, m’ispirano soltanto quando le incontro, in luoghi più attinenti al loro fascino. Meditate gente, meditate, e soprattutto, se ambite a fare le file, fatele per vedere contemplare i miei quadri,che a prescindere da tutte le filosofie, sono anche molto belli, vi assicuro che in questa visione, non vi stancherete neppure se ci starete di fronte per ore.

PRESENTATION OF THE CATALOGUE SENSUALITY

By Luciano Bichi Presenting and artistically criticizing my work was an arduous and complicated task for the experts; it was, in fact, impossible. It involves the sensual psychology of women portrayed through the exaltation of their beauty. No one has been able to reveal this sublime world that can also be referred to as art. For this reason I have decided to personally present my work that expresses and speaks through feminine sensuality. I did ask the critics to express some explanations of reference but in the confused and often paradoxical world of art, no one was able to follow me in the difficult challenge of artistic knowledge. It is well known that they always tend to steer towards the already heard of and seen, drawing on someone else’s ideas; they certainly have neither the possibility nor the intellectual sensitivity to perceive something new. It may be that the world of art has been sunk into oblivion for thousands of years given that nothing, until now, artistically speaking that is, has happened that is in any way different from the many pseudo and recycled works passed off as being original to an unprepared audience taken in by mercenary art magazines. What I am referring to are those often singed assemblies of scrap, or casually arranged lines, cuts, tears as well as colors randomly thrown onto canvases but that have been presented as “great” even at the most accredited exhibitions in Italy. It should be said, however, that the critics, as well as common people that have taken an interest in my art were amazed (even incredulous) at what I have created and expressed through my new technique called “Fusione Ottica” and artistic philosophy known as Neo-Alluminismo. No one, however, has been able to explain the sensuality and spirituality that these inspired works of art express, stimulating the senses of those involved. For this reason, despite the time spent and endless number of erroneous words written by the art critics, ultimately they were not successful in recognizing the evident sensuality released from these works that were also created to manifest the beauty of women. I feel that a true artist is the only person really able to explain the meaning of his work to the public; no one will ever know as well as he does just how the inspiration becomes artistic substance. In this case, I agree with the saying: if you want something done well, do it yourself. THE OPERATIVE SENSATIONS Women who have a marked sensuality are those who helped me the most in achieving my artistic goal. Artistic symbiosis, useful in the realization of the forms in my work, originates from two worlds very different from each other: Being, the artistic-objective element inspired by sublime images, and Becoming, the interior element that elaborates things so that they become more beautiful in the human outlook. I see that the figure brought forth from Being, united in these two situations is transformed through my inner thoughts. The reference point this time is human procreation. It is for this reason that I chose women’s sensual side as the ideal model to frame with decorative substance. I think that the embellishment drawn from feminine sensuality not only carried me into the sublime but has possibly also led me to generate real works of art. It all unfolded amongst divine inspiration and a burning desire for beauty. In order to achieve my objective it was necessary to surround myself with beautiful women to idealize, and despite their participation, the most important aspect was firm conviction on my part. On the other hand, when a woman’s behavior appeared standoffish and aloof, or even worse, vulgar, and therefore did not obey even the most basic canons of femininity, my artistic senses rebelled; when this happens, a woman loses all of her artistic substance and becomes banal causing her glamour to get lost in the depths of monotonous sameness, in the most stupid manner suggested by the reflected taste (although it is a known fact that women like men, it is a terrible mistake when they behave and dress like them) that “masculinizes” the feminine forms or materializes them to the point of becoming too visible and therefore losing the mysterious charm that should instead prevail in high-class women. This behavior is detrimental to the continuation of the human species for a woman’s purpose is to attract the opposite sex with a beauty manifested through great and mysterious sensual class resulting in a very fine human species. A woman’s real beauty derives from her sensuality that is expressed through the sweetness of the highest senses and handled by an infinite number of nuances. Sublimation may be a result of her gestures, her look, her words, her clothes or the way she behaves in the presence of a man. If a woman behaves in a natural and correct manner, then the man will idealize her in the same way in which I have idealized these artistic figures. The final product of such a situation will surely go beyond any expectation; in other words, the children that are born will be beautiful and shall generate beauty. Although a woman is interesting per se, her various possibilities of attracting could grow through the use of her sensuality in order to improve the way she acts in society whether or not all of her body parts correspond to what are considered acceptable canons of beauty. What I want to express through my artistic figures is that a woman must choose either to appear banal due to carelessness or to become sublime in the presence of the masculine world by searching for her most feminine aspects (within her deepest self) given to her by mother nature, to be gracefully revealed with the support of her sensuality, while at the same time avoiding they become superficial and specific. Every person’s character comes through in a figure; one’s physical appearance is a result of what lies in the innerself; inner beauty results in outer beauty while sloppiness is a clear reflection of egoism. I believe and hope that my pictures encourage women to wear the garment of sensuality that, through artistic vision, I have tried to express by exalting the female body. I would also like the concepts resulting from my work to above all express feminine aesthetic pleasure and to be able to lead everyone into my world, a world that is more beautiful and real than all the others, in other words, the world of art. It is this concept that all good and fine things in the universe should express. This time my Art has catered specifically to the intimate thoughts of women. In the future, however, I will deal with a different concept: trying to explain the importance of sensuality in all people inviting men as well to express themselves in an elegant and subtle fashion and to refuse banality and triviality which have always been and will be the root of all things bad in this world. It is paradox that drags humanity towards insecurity, indifference, dullness and scepticism and that generates a world full of insignificant and unattractive people like those who push their trolleys through the crowd in supermarkets: In fact, I find nothing more unsightly than the vision of women, men and children looking rather shabby and untidy, due to a widespread standardized mentality, clutching the horizontal bar on their junk-filled shopping trolleys as if they were pigeons. They then continue by greedily pushing them towards their worn down cars, unloading and transporting the food obtained by pushing and shoving, bought in the name of mass consumerism. Of course there are exceptions: in supermarkets one can also find beautiful distinct women but even they inspire me only when I meet them in places that more appropriately enhance their glamour. Meditate people, meditate, but above all, if you intend on standing in line for anything, do so to see and contemplate my pictures that, regardless of all the philosophy, are also quite beautiful. I assure you that you can stand in front of them for hours, losing track of time and never feeling tired.

Luciano Bichi è nato a Siena il 24. 06. 1948. Il suo carattere curioso e investigativo lo spinge per così dire, alla comprensione e alla scoperta delle sue capacità artistiche, che alla lunga gli consentirono, grazie anche ad un’eccezionale manualità, e alla voglia di creatività, di raggiungere nel tempo, ciò che la stampa ed i mass media gli riconoscono unanimemente: l’originalità nel campo artistico e la scoperta della ” Fusione Ottica”. All’inizio si dedica alla ricerca e compone temi vari, poi sonda diverse correnti artistiche ed espone in molte città d’Italia ottenendo un successo: La sua maestria, soprattutto negli acquarelli non è da alcun critico resa opinabile. Nel 1977, Bichi apre uno studio mostra nel centro cittadino che, poi chiuderà i battenti il 30 di settembre del 2003 e la riapre nel 2005, sempre in Via di Stalloreggi, in un allestimento migliore. E’ in questa Via di questo centro cittadino che il Bichi è conosciuto da centinaia di migliaia di persone e nel 1983 diventa presidente dell’Accademia d’Arte Fiorentina denominata il Machiavello, ma da li iniziano anche le controversie con le autorità cittadine: ha fatto storia la sentenza del Tribunale di Siena, che Bichi vinse ed ottenne le pubbliche scuse dal Giudice e Pubblico Ministero. I giornali riportarono la notizia, titolandola: “La Madonna di Bichi merita tante scuse”. La passione per la giurisprudenza, porta il Bichi, a vincere tutte le controversie svoltesi nei Tribunali di Siena, e ciò, invece d’intimorirlo, lo stimola ad attaccare politicamente le autorità. La passione per la poesia, che egli scopre fin dai quattro anni d’età, la frequentazione attiva della pittura e della scultura, l’amore per i grandi artisti del Rinascimento, Michelangelo “in primis”, hanno spinto il Bichi, intorno al 1989, alla ricerca della tridimensionalità assoluta, per tentare di sondare la cosiddetta ” altra dimensione”. Cercando e ricercando, provando e riprovando, nel 1989,egli scopre una nuova tecnica artistica che sarà denominata dal Prof. Raimo Thein docente dell’università di Parigi ” Fusione Ottica”, una tecnica che gli consente di far emergere su lastre d’alluminio trattato, mediante spuliture con polveri di diamante, figure tridimensionali emergenti e provenienti all’apparenza da uno spazio infinito. Per questo motivo, nel 1992, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, lo nomina Cavaliere Della Repubblica Italiana per meriti artistici. Sempre nel 1992 insieme con un gruppo d’amici e del Prof. Gian Paolo Thorel, docente universitario, nasce il versante culturale della “Fusione Ottica”, denominato “Neo-Alluminismo”. Bichi sente il richiamo della filosofia e da vita ad un movimento di pensiero d’elevazione artistica Aderenti di varia estrazione culturale e sociale si riuniscono periodicamente per suggerire contenuti e finalità dell’arte, orientata all’elevazione culturale, morale e sociale dell’umanità. I simpatizzanti firmatari del documento, ad oggi sono seicentoventi. Un libro e una mostra fanno da cassa di risonanza. Il Prof. Giampaolo Thorel, neoalluminista, scrive un libro dal titolo “Il Neo-Alluminismo ” di Luciano Bichi, libro -opuscolo che continua ad essere per lungo tempo nelle librerie di Siena. Così pure, il Thorel cura la mostra sui vangeli in “Fusione Ottica”, che sono esposte nella Chiesa dell’Annunziata, di fronte alla Cattedrale di Siena e riscrive, questa volta più intensamente, un libro dal titolo il Neo-Alluminismo di Luciano Bichi recensito dal Prof. Marco Bussagli della Facoltà Storia dell’Arte di Roma e dal Musicista Tiziano Bellucci. Questo libro è accolto in varie Università Italiane ed è apprezzato dai maggiori esponenti dell’arte. L’intervento dell’Arcivescovo Mons. Gaetano Bonicelli, un concerto per organo di Don Giordano Giustarini, a gran pubblico per tutta la durata della mostra, fecero viaggiare ulteriormente il messaggio del “Neo- Alluminismo”. La filosofia del “Neo-Alluminismo”, che è sempre accompagnata dalle sue opere d’arte, è adottata nel Nuovo Liceo Manzoni di Siena con il Prof.Marrone, e all’Università di Firenze, alla facoltà d’architettura con il Prof. Lorenzino Cremonini, per costituire materia per l’esame di maturità; e persino diversi studenti universitari ne hanno trattato in tesi di laurea. (Nel 1987, per conoscere il mondo politico, Bichi si candida con successo in un partito d’opposizione al governo della sua città e diventa Consigliere Comunale addetto alla Commissione Cultura. Bichi riesce ad essere stimato persino dai suoi avversari politici e si afferma con oltre duecento interrogazioni e Mozioni d’ordine. La stragrande maggioranza di queste riguardano l’arte). I quadri di Bichi sono esposti e apprezzati nelle migliori gallerie italiane. Oltre alle mostre fatte a Brescia alla Galleria S.Michele con le Favole di Fedro, alla Galleria il Camino di Roma, alla Galleria il Cenacolo a Firenze ecc. Bichi espone ovunque ma, le mostre che ritiene più significative, oltre a quella fatta al Santa Maria Della Scala nella Chiesa della Santissima Annunziata sono la Chiesa dell’Assunta di Piancastagnaio, Palazzo Degli Alessandri a Viterbo, la Sala delle Volte a Spello, in commemorazione di Carlo Carretto, alla presenza di Mons.Loris Capovilla, già Segretario di Papa Giovanni XXIII, con cui mantiene una assidua corrispondenza. Nel 2004 espone un ciclo che tratta la sensualità della donna, a Monteriggioni (SI) e nel Palazzo Patrizi via di Città, del Comune di Siena. Le due mostrre ottennero ben 9000 visitatori in soli venti giorni, battendo ogni record. Le sue Opere pubbliche: Chiesa di Provenzano Siena 2 opere: La Visitazione e un Volto di Cristo. Chiesa della Sapienza Siena: La Madonna del Rigurgito.Chiesa di S. Pietro alle Scale Siena: S.Pietro e il canto del gallo.Chiesa della SS. Assunta Piancastagnaio Siena: 1° Cristo Lavoratore.Sede delle ACLI di Siena: 2° Cristo Lavoratore.Museo SAR Ginevra: Madonna Sabauda.Comune di Lecce: Santa Caterina contro La Mafia.Oratorio di Torrenieri Siena: La Madonna delle Nevi.Confindustria Roma: L’uomo e la Macchina.Città del Vaticano: Il Ponte fra gli Uomini e Dio.Santa Maria Degli Angeli Assisi: San. Francesco in simbiosi con Cristo.

Venerdì 7 dicembre 2012 alle 17 in Palazzo Bastogi, l’esposizione dell’artista senese Luciano Bichi.

Interviene il consigliere regionale Claudio Marignani  

– Non una mostra di pittura, ma nemmeno di vera e propria incisione, quella que che si inaugura domani, venerdì 7 dicembre alle ore 17 al primo piano di Palazzo Bastogi (via Cavour 18 – Firenze), bensì una raccolta di opere realizzate da Luciano Bichi, noto artista senese, su lastre di alluminio con una tecnica chiamata “Fusione Ottica”. All’inaugurazione della mostra, intitolata “Ciclo sulla sensualità delle donne” interverrà il consigliere regionale Claudio Marignani.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

Rispondi