
Quando la malattia ha limitato la mia vista, impedendomi la millimetrica precisione richiesta dalla Fusione Ottica, non mi sono fermato. Sono tornato alle mie radici degli anni ’80, quando dipingevo questi acquerelli di 12×20 cm, allora contesi dai collezionisti per un milione di lire l’uno.
Durante il percorso della malattia ne ho realizzati ben 2.300.
Una parte fondamentale di questa produzione rimarrà ai miei nipoti, come memoria storica e familiare del mio fare d’artista.
Ho deciso però di selezionare 100 opere originali da donare in beneficenza a un centro tumori, per portare il conforto della bellezza oggettiva a chi soffre.
Un anno fa ho consegnato personalmente uno di questi acquerelli alla direttrice del quotidiano La Nazione, proponendo di utilizzare il giornale come tramite civile per organizzare la donazione pubblica — esattamente come feci anni fa regalando la collezione storica di Tuttosport ai tifosi del Siena.
Il risultato? Un anno di silenzio assoluto. Hanno trattenuto l’opera in omaggio senza muovere un dito.
Questo portale indipendente espone oggi queste opere per dimostrare che l’Arte del Logos non ha bisogno di intermediari paurosi o distratti. La bellezza arriva al pubblico e ai malati direttamente, scavalcando la rassegna stampa del bar.”
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