Gilberto Madioni e a fusione ottica

Gilberto Madioni dette il nome insieme a Raimon Thein alla tecnica artistica inventata da Bichi la chiamò “Fusione Ottica”. Erano i primi di maggio del 2018 quando Gilberto Madioni ci lasciava: quasi quattro anni già trascorsi eppure quante cose sono cambiate, anche nel piccolo mondo senese che ha subito cambi di rotta, e non ci riferiamo soltanto al devastante virus.

Chissà come avrebbe combattuto questa dilagante “ondata del nulla”, lui che era sempre in prima fila per iniziative, per stimolare in ogni modo alla voglia del bello, del solidale. Classe 1936 aveva fatto dell’arte il fulcro su cui far ruotare il mondo: critico, gallerista, giornalista, ma soprattutto e solo Gilberto Madioni. Sembrava che certi ruoli, anche scomodi, appartenessero alla sua generosa ostinazione di vero apripista.

E non certo a caso una delle sue ultime creature, il Premio Santa Caterina, aveva messo sullo stesso piano personaggi internazionali e figure senesi, con quella sottolineature che è tipica dei premi che talvolta sono anche scomodi, perché si sostituiscono ai meriti che gli stessi amministratori dovrebbero elargire. La sua attenzione al mondo della cultura, della sanità, della solidarietà era quasi maniacale, nel segno di stabilire un contatto fra la gente comune e quella fascia di uomini ritenuti al di sopra delle parti.

Oggi ci manca, in quanto insostituibile, per uno stile che non può avere imitatori: lui spesso carico di accentuazioni spettacolari, che tirava il sasso senza nascondere la mano, che prediligeva i gesti eclatanti se a fin di bene, a fin di mettere in evidenza il lavoro di qualche personaggio altrimenti in ombra. Chissà se oggi il nostro Gilberto si arrenderebbe davanti ai mille problemi di un civiltà in netta decadenza, dove non mancano i particolari ma la sostanza, senza quel contatto con gli amministratori di qualsiasi livello, senza la certezza che economia abbia anche un doveroso risvolto di promozione umana e di cultura.

La carriera di Madioni è costellata di iniziative. Sembrava che appena finita l’ultima, avesse già la smania di un successivo modo di imprimere il suo segno ad nuovo riflettore acceso. Ma in questo percorso solo apparentemente istrionico, il successo lo lasciava agli altri, probabilmente perché non era un uomo di successo ma di valore.

E se proprio lo vogliamo vedere come persona che aveva centrato i suoi obiettivi, guardiamolo come persona che aveva fatto della sua vocazione il suo assoluto divertimento. E la felicità è sempre apprezzare ciò che ottieni. Massimo Biliorsi © Riproduzione riservata Potrebbe interessarti anche Cronaca Bravìo, applausi per il panno di Manganelli Cronaca Nel nome di Miriam: “Da un grande dolore gettiamo un seme per aiutare i giovani” Cronaca Teatro dei Rozzi. Prosegue. Sboccia l’estate Cronaca Chigiana Festival. Sei pianoforti, tre prime e omaggio in note a Totti Cronaca ’Ma Chérie’ a San Galgano. La magia del musical “Abbiamo avvistato una persona in mare”. Ritrovato il corpo di Sebastiano, morto dopo la caduta dal gommone “Abbiamo avvistato una persona in mare”. Ritrovato il corpo di Sebastiano, morto dopo la caduta dal gommone

da La Nazione

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