COLLABORA STUDIANDO INSIEME A NOI

Simposio di Antroposofia con Tiziano Bellucci

PROSSIMO TESTO DI STUDIO nel 2026 in diretta o differita su ZOOM dalle 20,30 alle 22:

La saggezza dei rosacroce O.O. 99 R. Steiner

dal 10 settembre al 17 dicembre 2026 (14 incontri + 1 serata natalizia)

  • 14 conferenze tenute a Monaco di Baviera, dal 22 maggio al 6 giugno 1907
  • In questa serie di conferenze sono esposti i concetti fondamentali dell’antroposofia e la tecnica della reincarnazione e del karma, ed è descritto un primo aspetto del mondo spirituale in una forma piana e adatta all’umanità moderna occidentale e al suo attuale stato di coscienza.  “L’antroposofia è una via della conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo”. Rudolf Steiner
  • Costo: 5 euro ad incontro
  • 75 euro (14 incontri + 1 serata natalizia)

I nuovi STUDI ON LINE 2026 – 2027 di scienza dello spirito di R. Steiner via Zoom a cura di Tiziano Bellucci.

PARTECIPA AGLI STUDI: in diretta o in differita

link diretto: per iscriversi  https://unicornoscorsi.com/modulo-iscrizione-gruppo-di-studio/

PROSSIMO TESTO DI STUDIO nel 2027:

Dalla cronaca dell’akasha (1904) di Rudolf Steiner Editrice Antroposofica Opera omnia: 11 in diretta o differita su ZOOM alle 20,30 alle 22

dal 14 gennaio a 27 maggio 2027 (20 incontri)

Il divenire della Terra dai primordi al futuro

  • I nostri progenitori dell’Atlantide.
  • I Lemuri.
  • La separazione dei sessi.
  • L’epoca polare e l’epoca iperborea.
  • La scissione dal Sole e dalla Luna.
  • L’origine della Terra.
  • La Terra e il suo avvenire.
  • La vita di Saturno, del Sole, della Luna e della Terra.100 euro (5 euro ad incontro)
  • Costo: 5 euro ad incontro
  • 100 euro (20 incontri)

link diretto: per iscriversi  https://unicornoscorsi.com/modulo-iscrizione-gruppo-di-studio/

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ECHI DI UNA FEDE DIMENTICATA

Tre percorsi alle radici dell’eresia: i vangeli gnostici e gli scritti apocrifi ritrovati a Nag Hammadi nell’inverno 1945 3+3+3 incontri su Zoom dalle 21 alle 22

Per secoli, accanto al cristianesimo delle origini, è esistita una corrente spirituale che proponeva una visione radicalmente diversa dell’uomo, del cosmo e del Cristo.

Attraverso l’Apocrifo di Giovanni, la Pistis Sophia e il Vangelo di Tommaso, riscopriremo il messaggio degli gnostici, per i quali la salvezza non dipende soltanto dalla fede, ma soprattutto dalla Gnosi: la conoscenza esoterica interiore della propria origine divina.

Uno studio a cura di Tiziano Bellucci, antroposofo dalle ore 21 alle 22

lunedì 5-12-19 ottobre 2026: Vangelo di Tommaso

lunedì 2-9-16 novembre 2026: Pistis Sophia

lunedì 7 -14-21 dicembre 2026: Apocrifo di Giovanni Evangelista

Temi del percorsi

  • 1 – Vangelo di Tommaso (tre incontri di un’ora): lettura e interpretazione dei principali versetti prescelti, fra i 114 loghia (detti) attribuiti al Cristo, con un commento simbolico ed esoterico volto a svelarne il significato iniziatico e il cammino della conoscenza interiore.
  • 2 – Pistis Sophia (tre incontri di un’ora): lettura e interpretazione dei principali episodi del testo, seguendo il viaggio di Sophia, la sua caduta, le tredici lamentazioni, la redenzione e gli insegnamenti segreti del Cristo sul destino dell’anima, le gerarchie spirituali e il ritorno alla Luce.
  • 3 – Apocrifo di Giovanni Evangelista (tre incontri di un’ora): lettura e interpretazione del grande racconto cosmologico gnostico, dalla manifestazione del Padre Invisibile e di Barbelo alla nascita del Demiurgo, fino alla creazione dell’uomo e al risveglio della scintilla divina attraverso la Gnosi

link diretto pre iscriversi: https://unicornoscorsi.com/gnosticismo/

Cordiali saluti

Tiziano Bellucci

Risposte

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    Relazione espressa all’Università di Firenze

    (Accademia Belle Arti Facoltà D’Architettura)

    Il 13 maggio 2002 alle ore 16 e 30.

    Per iniziare la mia relazione culturale artistica, ritengo sia opportuno partire dall’interno di un rapporto etico di leggi e libertà.

    Ciò che dirò spero sia utile anche per eventuali vostre tesi di laurea.

    Per raggiungere in modo oggettivo ciò che mi sono preposto, spiegherò essenzialmente dall’inizio alla fine i legamenti che tengono unito l’aspetto artistico e che dovrebbero avere con la filosofia e con il “raptus” inteso come momento d’illuminazione interiore l’idea precisa e oggettiva provenuta dalle mie ricerche e riflessioni nei riguardi dell’arte, in altre parole, la filosofia del Neo-Alluminismo.

    Il Neo-Alluminismo è una filosofia che ricerca la verità artistica, e per raggiungerla è opportuno non considerare come cosa prioritaria i concetti accademici e quelle parti peggiori, che affliggono il significato vero della parola arte, che si fanno suggerire dalle riviste artistiche prezzolate, dai molti critici d’arte che ci scrivono, dalle gallerie e dal mercato. Le così dette omologazioni, o leggi di mercato, che poi, per induzione, si sono insinuate anche nelle Accademie D’arte, non soltanto disorientano gli addetti ai lavori, ma annientano anche il sentimento degli artisti veri. Manipolando l’arte togliendole ogni valore etico, le mode e le maniere, sono nocività inserite nelle Accademie e negli Istituti d’Arte, imposte da leggi di mercato, costruite a sommo studio per agevolare il consumismo di massa e non altro.

    Siccome non si può negare che tramite questi organi oggi l’arte è pensata in modo soggettivo, questo mostra palesemente il danno universale e inarrestabile provocato da quelle Accademie, che hanno contagiato e trascinato l’arte verso i più bassi pettegolezzi di salotto facendo perdere all’uomo la comunicazione e il percorso che lo doveva portare all’armonia dei suoi sensi più alti. Questi sono i motivi, del perché oggi ci troviamo qui, a rimettere in discussione tutto quello che, soprattutto nel 900, nelle gallerie si è venduto e si fatto passare per arte ciò che non lo era per niente.

    Sarà forse il destino, se oggi, mi trovo di fronte a dei giovani colti, ai quali dovrò spiegare com’è possibile riparare questo danno di grand’entità, che è subito da tutti, e quindi anche da voi, che domani sarete chiamati ad allestire i palazzi e le piazze di vostra invenzione ed altre. In ogni modo vadano le cose, per me, quest’avvenimento è positivo, perché è grazie ai prof. Cremonini e Casucci, che io stimo e ringrazio, che mi hanno dato modo di parlare d’arte in quest’Istituzione, in altre parole, la vostra prestigiosa scuola.

    La mia tecnica chiamata Fusione Ottica, è quella che avete di fronte, io sono stato invitato a presentarvela e a spiegarne la tecnica, ma prima, è necessario spiegare i motivi che mi ha portato a costruirla, perchè senza questi, anche la Fusione Ottica, scomparirebbe nell’incomprensione, da parte di chi s’interessa alla vera arte, come anch’io riterrei giusto che così fosse, se le mancasse questo supporto filosofico artistico, da me espresso.

    Per un lavoro di ricerca, che porterà ad un attento riesame sull’arte in generale, e soprattutto sul suo significato originario, noi, dobbiamo partire dall’antica peculiarità umana, che ha posto fin dalle origini il problema del comportamento dell’individuo intelligente.

    Nell’antichità, dopo l’epoca Paleolitica, nonostante mancassero ancora regole e leggi definite, si stabilì quale fosse il comando interiore comune ad ogni tempo e civiltà, e fu scelto, per tutte le cose, il bene nei confronti del male, questo, anche per ciò che riguardava l’arte.

    Questa era, ed è una legge naturale atta alla conservazione della specie.

    A parte questo fondamento d’origine, furono almeno due gli indirizzi su cui discutere. Uno fu quello materialistico, che riteneva il bene recato al piacere e il male al malessere, che invitava ad una norma etica e completa, l’altro, quello mistico, faceva considerare il pregio come apprensione verso le cose soprannaturali, che sollecitava, una decente percezione ascetica, talvolta condotta da una visuale della reincarnazione. In ogni caso, il problema etico, nacque con i sofisti e con Socrate, quando l’attenzione della filosofia s’incentrò sull’uomo, lo isolò dal luogo più grande della metafisica, e lo collocò come cosa concreta di sperimentazione distintiva. Il problema etico considerava l’uomo già in grado d’operare secondo libertà, in altre parole, di scegliere e d’attuare una prassi giusta. In genere l’uomo si trova fin dall’inizio a convivere in una società già organizzata da altri, nel rispetto delle leggi codificate dal tempo che provocavano quelle omologazioni di cui vi ho parlato all’inizio, e per questo, allora, nella mente di qualcuno, nacquero gli interrogativi: chi è stato a promulgare queste leggi ? e se fossero un’imposizione arbitraria?

    Nel caso, i sofisti, asserirono che le leggi erano convenzionali, e per questo era legittimo non ottemperarle, perché in disappunto all’autonomia dell’uomo. Socrate, invece, tendeva ad accettarle, in forza di quella coscienza illuminata della ragione che è intima e innata nell’uomo, e che, secondo lui, ha determinato la formazione delle leggi, perché sembra che l’uomo, sia indotto da questa coscienza illuminata ad agire per il bene proprio e altrui. Socrate, agendo in buona fede, forse non aveva considerato, che anche la ricerca del bene, è per molti, equivocabile, di difficile comprensione, e c’è chi gli attribuisce una connotazione utilitaristica, seppure lui, rispondendo a questo quesito, dà una sua definizione e riporta il bene ad una ragione spirituale della natura umana, che è interprete e guida delle azioni, liberatrice dell’irrazionale umano e che si annida nella corporeità. Platone dal canto suo, propone un’etica completa, che consenta di districarsi nella vita d’ogni giorno e che fa perno fra ragione, volontà e sensibilità.

    L’armonia, in questo caso, è prodotta dalla giustizia, che è anche sintesi di sapienza, fortezza e temperanza.

    Queste riflessioni, insieme a tantissime altre, sono di circa 2300 anni fa, Allora, come spero adesso, c’erano e ci sono persone, che con delle doti particolari, attiravano e attirano a se le cosiddette riflessioni, non disdegnando però la metafisica intesa come indagine sulla realtà assoluta.

    La differenza enorme che esiste fra il pensiero e la riflessione nell’arte è palese, il primo è parte interiore dell’individuo, proviene dal suo immaginario: un insieme di un’entità elaborata, mentre la riflessione, (la parola lo dice da se) attinge e si rispecchia in qualcosa di più alto, non fa parte dell’entità.

    All’uomo, quando sarà consapevole di questa differenza, gli verrà da me concesso, d’alzarsi a parlare d’arte.

    Poi ci sono un’infinità d’altri pensieri più vicini alla nostra epoca (…….), ma non v’è dubbio, che la filosofia greca, è certamente la più completa, la più pensata, immaginata e riflessa, essa è l’unione del pensiero e della riflessione, pertanto, io la prendo come punto di riferimento artistico.

    Dal punto di vista della mia filosofia, che si chiama Neo-Alluminismo, l’arte ha un potere costruttivo e indicativo, cammina verso i valori dell’umanità, è deterrente per tutte quelle falsità pseudo artistiche, che si sono formate attraverso l’ignoranza della collettività e la scaltrezza del consumismo.

    Ermete Trismegisto, quel filosofo che ha ispirato l’inizio delle Logge Massoniche, le quali con temi simili al Neo-Alluminismo costruivano le Cattedrali più belle e interessanti del mondo e che inserivano i simboli nell’ambito della magia, fu forse il primo, a chiedersi cosa fosse l’arte di vertice. La sola differenza che c’è fra noi e il pensiero artistico massonico, è la nostra convinzione che l’arte, pur possedendo un certo potere magico, non ha niente a che fare con la magia occulta, per noi, l’arte, è lo specchio del Padreterno. Dobbiamo anche però dire, per dovere di cronaca, che prima dell’evento dei Rosacroce, l’occultismo massonico, si considerava nella guida di chi lo volesse, verso le conoscenze spirituali, e questo concetto è da me accettato e gradito, mentre non posso accettare le molte logge che si fanno chiamare massoniche, ma che in realtà non lo possono essere, perchè avendo perduto per strada gli attrezzi da lavoro, quelle logge che li dovevano contenere sono rimaste vuote, si sono trasformate in spazi per chiunque li voglia abitare e che non evidenziano la voglia di costruire, e non lavorando hanno perso quei punti di riferimento primari, proprio com’è successo all’arte e alla politica.

    Il Neo – Alluminismo, come faceva l’alta Massoneria, si pone delle domande, approfondisce gli argomenti, s’inserisce nel campo difficilissimo delle riflessioni e le pone al bene di tutte le cose di questo mondo, cerca di dare all’arte una connotazione urbanistica e utilitaristica, tutto si svolge nel segno dell’oggettività.

    Poiché l’oggettività, non nasce dal pensiero dell’uomo, ma dalle sue riflessioni che sono raggiunte da intuizioni e azionate da un meccanismo, che si chiama mistero, noi, diamo alle riflessioni dell’uomo artista, il compito di generare l’arte. E’ anche vero che L’uomo non comprende il Mistero, perché non lo può comprovare scientificamente, ma non possedendo gli strumenti per poterlo smentire ed essendo, invece, certo dei suoi risultati, lo accetta così, per come si manifesta senza andare oltre. Quello che sappiamo del Mistero, è che fin dalle epoche primordiali, quando non c’era l’uomo, ma a quanto sembra esisteva già una scienza elevatissima, c’erano delle “macchine”complicatissime al cui interno si trovavano delle vene col sangue, dei muscoli, delle ossa articolate in modo corretto, cioè, degne della scienza meccanica più alta, e che questi corpi avevano persino un sentimento e un’intelligenza, ed essendo certi, che l’uomo, o l’animale, oppure la vegetazione, non potevano certamente auto-costruirsi, ci riteniamo nel giusto, se ci chiediamo chi queste “macchine” le abbia costruite. E’ a questo punto, che si arriva a riflettere sul Mistero.

    Per quanto riguarda me e il mio movimento artistico, affermiamo che è presuntuoso e bugiardo colui che dice di aver capito il mistero, ma è anche presuntuoso e fuorviante colui che afferma la sua inesistenza, perché, se c’è una cosa che possiamo affermare con certezza, è ciò che il mistero produce realmente e sostanzialmente tramite l’artista.

    Il significato della parola arte (cioè, quello che vuol dire) non è certamente un mistero, casomai, per quanto mi riguarda, questo nasce quando si trovano persone che sono l’antitesi dell’arte e che generano confusione esaltando le fattispecie artistiche. Nei fatti, se si ha la pazienza e la costanza d’approfondire la ricerca del significato di questa parola, (arte) ci troveremmo da subito in contrasto con tutte quelle accademie che, superficialmente, basandosi sul paradosso delle omologazioni, di per se già paradossali, pongono questo significato in modo soggettivo e lo usano come grande alibi per le differenze di valore, che le opere e gli artisti, avrebbero, secondo loro, fra di se, non raggiungendo mai, in modo concreto, quelle spiegazioni scibili, che sarebbero necessarie per capire ciò che è arte, e il suo contrario. Si rimane così nell’incertezza supportata dalla totale confusione. Con questi sistemi, siamo costretti a subire questo tipo di propaganda collettiva, e il mercato n’approfitta e si aziona per vendere le chiacchiere, non l’arte.

    E’ doveroso spiegare, che l’arte non può vendersi col sistema mercantile, perché per sua natura è tutt’altra cosa che merce.

    La parola arte, deriva dal latino Ars, in altre parole, vuol dire congegnare ed escogitare, se poi si prende, come punto di riferimento, e noi riteniamo giusto fare questo, il concetto filosofico artistico greco, vediamo che dal vocabolo To-Prépon scaturiscono suggerimenti a dir poco interessanti, e per questo, lo abbiamo collegato all’accezione latina Ars. Per noi, il significato vero della parola Arte diventa questo: Ars = Congegnare ed escogitare le cose buone.

    Partendo dalla ragion di logica, che l’uomo, per causa della sua soggettività è un essere imperfetto, ma che tuttavia egli capisce benissimo che i suoi lavori, se non si rispecchiasse nei punti più alti di riferimento, gli assomiglieranno nell’imperfezione, è ovvio, che se è un’artista vero, non gli mancheranno certamente quelle doti necessarie, per mettersi in contatto con ciò che gli permetterà di risolvere il problema dell’arte.

    I punti di riferimento sono necessari per tutte le cose che ci attiviamo a fare.

    L’artista, se lo è davvero, sa che la sua esistenza, e soltanto una microscopica parte di un progetto grandissimo della natura, (se si preferisce del Padreterno), e non si può limitare poggiandosi esclusivamente sulle proprie capacità, anche perchè questo, vorrebbe dire annullare tutto ciò che è stato prima e tutto quello che deve ancora avvenire dopo la sua esistenza.

    Gli artisti, come i muratori, gli architetti, gli idraulici ecc, se ambiscono a portare a termine nel migliore dei modi i loro lavori, devono basarsi sui punti più alti di riferimento.

    Certamente, se un’artista, per la costruzione di un’opera si pone su un appoggio friabile di basso livello, il suo prodotto finale assomiglierà a queste basi, e non avrà quelle aspettate e doverose caratteristiche funzionali che lo stesso operante s’aspettava.

    Noi del Neo-Alluminismo, dopo avere vagliato tutte le filosofie dei movimenti artistici moderni e post moderni, abbiamo scelto di costruire il nostro operato filosofico culturale e artistico, sulle basi fortissime del To-Prépon greco, perchè è nostro intendimento, riportare l’arte nell’ambito della sua disarmante realtà, che è e deve essere quella dell’elevazione dell’umanità.

    E’ cosa buona spiegare che i greci distinsero l’arte da ogni altra attività; Il To-Prépon valeva ad affermare che l’opera d’arte, per definirsi tale, doveva cogliere le coscienze degli individui e trascinarle verso sentieri buoni, e poiché l’arte nasceva “dall’Esteriorità Oggetto”, anche tutto ciò che si riferiva a questa, non poteva che essere Oggettività. Un’arte senza innesti dunque.

    Non per contro, ma per differenza sostanziale, tutte le cose che nascevano dall’interiorità dell’individuo, furono inserite nel vocabolo To-Calòn, che vuol dire bello, ma che è anche infinitamente riduttivo nei confronti del To-Prépon. Il To-Calòn greco, o (come lo definisco io) Relativismo Estetico, nulla ha a che vedere coll’arte, poiché è limitato alla relatività dell’individuo. Oggi però, purtroppo, col potere di un innesto manipolato geneticamente per renderlo compatibile all’arte, ma che è falso, eseguito dagli addetti alla propaganda del consumismo di massa, si è fatto passare il “Relativismo Estetico” per Arte, e noi, io in particolar modo, non siamo d’accordo e per niente contenti di quest’attecchimento generale.

    Queste sono le ragioni per cui facciamo notare, che l’arte non si può affermare basandosi esclusivamente sull’estetica, né sulle sensazioni che essa riflette agli utilizzatori, poiché questi concetti errati, i cui risultati non possono confondersi coll’arte, sono studiati in molti casi dagli esteti, per essere usati a scopi di plagio collettivo, nell’oscenità. Non possiamo dimenticarci che colle belle musiche, si sono spinti interi eserciti d’uomini e donne alle guerre e altrettanto sono state usate le immagini per sconfiggere una certa parte d’umanità, l’esempio di ciò che dico lo possiamo comprovare anche oggigiorno, quando vediamo che un cantante, invaso dall’uso di questi mezzi, provoca l’annientamento della personalità, di chi nell’ascolto delle sue canzoni, si strappa i capelli e grida come un ossessionato, nel segno dell’imbecillità.

    Se a tutt’oggi gli uomini si ammazzano per una partita di pallone, o per altri stupidi motivi, la colpa va sicuramente ricercata in quell’invasione e in quegli “innesti” che ci sono stati, da parte dei falsi profeti nei riguardi dell’arte.

    L’arte non vuol dire bellezza e trasgressione, come da moltissimo tempo sì è dato ad intendere, viceversa, essa ha il compito di aumentare l’equilibrio nella mentalità degli individui, e questo si può raggiungere soltanto con i mezzi più elevati, non col sistema mercantile.

    Fra l’altro, con questi sistemi errati, l’uomo, che da millenni è stato raffigurato col mezzo della pittura e della scultura, ancora dimostra e denuncia, di non avere perso quelle parti in ombra che raffigurano la propria incoscienza, e non riesce ad evolversi a causa di quella confusione generata dal mercato.

    Meno male che il mondo è sempre in piena attività, non è ancora stato bloccato del tutto, la mia arte, ad esempio, si svolge nell’ambiente delle soluzioni e non delle denuncie effimere, dispersive e ripetitive, e poi, attualmente, sembra ci sia nell’aria una timida voglia di tornare alla verità artistica.

    Un giorno, per caso, mi è capitato di vedere una trasmissione televisiva, in quella situazione qualcuno stava sperimentando ideologicamente le luci attraverso un quadro del Mantengna dal titolo La “Stanza degli Sposi” che si trova nel Palazzo ducale di Mantova, ed in questa situazione, notai un passo avanti nei riguardi dell’arte:

    si era scoperta (per così dire) finalmente l’acqua calda, anche se, come di solito, nessuno era riuscito a dare delle soluzioni al problema, tutto si svolgeva tramite delle congetture.

    Prima di spiegare il contenuto di quest’avvenimento televisivo, mi piace assicurare che ciò che si cercava di capire in quella trasmissione, io, nel 1989, nell’affrontare lo stesso problema della luce cosciente, con una tecnica nuova al mondo, riuscii a dare anche la soluzione al problema, ma all’epoca, nonostante fossero usciti centinaia d’articoli giornalistici e decine di trasmissioni televisive, quasi nessuno se n’accorse, neppure le autorità della mia Città, perché, erano troppo occupate nei loro intenti collettivi, atti a generare il falso ideologico artistico. Ricordo che, le autorità della mia città, per ottenere i suoi spiccioli scopi, anche politici, usarono soprattutto l’interno del Palazzo Delle Papesse, in Via di Città, dove c’è ancora scritto, a caratteri cubitali: “Contenitore d’Arte Contemporanea”. Il paradosso era ed è, che tristemente, all’interno vi erano e vi sono esposte delle cose ancora inferiori al “Relativismo Estetico”. A quell’epoca, che non è remota, per completare lo scempio, l’Amministrazione Comunale, espose delle cose simili a quelle di Palazzo delle Papesse anche in varie piazze della città.

    Tornando al contenuto televisivo, che riguardava il quadro del Mantengna, e che è tuttora collocato in una stanza e illuminato da due finestre laterali, e che secondo gli attori, per ragioni artistiche e logiche, i raggi solari provenienti dalle due finestre dovevano formare sui soggetti rappresentati nell’opera, delle ombre e delle luci diverse dal suo stato primario, in una sorta di trasformazione continua, si convenne, che invece, ciò non avveniva, le ombre rimanevano tali e quali e l’opera risultava statica.

    Questo problema, a quest’attori può anche apparire complicato, ma, è d’elementare comprensione.

    le luci e le ombre, che si evidenziano in tutti i quadri tradizionali, sono state risolte col mezzo dei pigmenti, rimangono così com’erano prima, nel senso che, non si trasformano certamente colle proiezioni di luci diverse, mentre nella scultura, col modificarsi della luce le ombre cambiano in continuazione, ma anche in questo caso, di fatto, i volti e tutte le altre parti del soggetto, permangono nella stessa quantità d’ombre, che rappresentano la propria parte incosciente, proprio come tutte le altre opere eseguite col sistema della pittura e della scultura e per quanto riguarda la nostra ricerca artistica, queste opere, pur avendo un suo valore d’antichità, non possono essere rappresentative per quanto riguarda l’arte.

    Nell’arte, le luci totali sono d’assoluta importanza, perché, almeno secondo il mio pensiero, e anche, finalmente, per quello dei partecipanti a questa trasmissione televisiva, in arte, (quella di vertice) le ombre rappresentano la parte incosciente delle raffigurazioni, ed è per questo che devono essere annullate aumentando la plasticità dei soggetti rappresentati. Per essere in sintonia con noi, in arte si devono rendere luminose anche le ombre, e questo, colla mia tecnica, (la “Fusione Ottica) io lo risolsi nel 1989.

    Quei signori della televisione, ci hanno raccontato semplicemente che l’arte, ad oggi non si è evoluta, perchè queste mancanze sono evidenziate non soltanto nei quadri del Mantengna, ma anche in tutti gli altri, d’altri autori.

    Nel 1989, lo studio, le introspezioni e le riflessioni che io adottai, mi portarono a capire, che l’arte, se meritevole di questa parola, doveva perdere le sue parti incoscienti e indirizzare l’uomo verso strade percorribili, utili e forse determinanti alla sua elevazione spirituale insieme anche alla propria conservazione e continuazione della specie. L’arte, per me, ha il compito di trasportare il mondo nell’armonia totale, non nella confusione, come invece avviene oggi.

    Furono questi gli scopi che mi spinsero a ricercare una tecnica che facesse apparire i soggetti rappresentati non privi d’ombre, ma addirittura con ombre luminose. La parte scura delle ombre doveva come le luci, risultare luminosa, e il soggetto, o i soggetti rappresentati, non dovevano perdere la sua plasticità, anzi, la dovevano aumentare, e questo, è quello che riuscii a fare con la Fusione Ottica.

    Capii anche che, l’opera d’arte doveva per lo più scaturire dalle mie mani, ma notai anche che queste, per ottenere il risultato artistico da me desiderato, dovevano essere guidate da “quelle situazioni magiche”, comunemente chiamate ispirazioni, ma che non sono magia, perché provenienti dalla luce del Logos, e non da prototipi suggeriti dal mercato.

    Fu forse per questi motivi, che per un caso di sperimentazione, nacque la mia nuova tecnica artistica. Il nome “Fusione Ottica” lo dette il critico d’arte Gilberto Madioni, che per esperienza, comprese per primo, non l’importanza artistica, ma la novità tecnica, che poi, fu conseguente, per l’evolversi della mia filosofia artistica, che è, prima di un’Associazione Culturale, un movimento di pensiero, che col tempo si è trasformato in riflessione artistica.

    Il nome Neo-Alluminismo, lo concordai col prof. Giampaolo Thorel e nel tempo è diventato oggetto di studi per alcuni Licei Classici e Università. Spero che col vostro aiuto, ciò sia divulgato, anche tramite voi.

    Luciano Bichi

    Se la documentazione che accompagna queste fotografie è corretta, sì, sono immagini che possono avere un notevole interesse storico per il sito.

    Dalla tua descrizione:

    • Luciano Bichi è ospite d’onore.
    • Sergio di Jugoslavia tiene in mano un’opera di Bichi.
    • Eduardo Arroyo sfoglia la monografia dedicata a Bichi mentre lui osserva.

    Questi sono elementi che possono arricchire un archivio fotografico, ma è importante accompagnarli con dati verificabili.

    Io non pubblicherei la foto senza contesto. Creerei invece una scheda come questa:

    Incontro con Sergio di Jugoslavia ed Eduardo Arroyo

    Luogo:…

    Data:…

    Occasione:…

    Descrizione:Fotografia d’archivio che documenta un incontro nel quale Sergio di Jugoslavia osserva un’opera di Luciano Bichi, mentre Eduardo Arroyo consulta la monografia dedicata all’artista.

    Se hai fotografie della stessa occasione, inviti, cataloghi o articoli che la documentano, sarebbe utile collegarli alla stessa pagina. Questo permette al visitatore di capire il contesto dell’evento.

    Una precisazione importante: non posso confermare dall’immagine l’identità delle persone ritratte. Quando dico che la foto è interessante, mi baso sulla descrizione che mi hai fornito. Per il sito è quindi preferibile accompagnarla con documenti o riferimenti che consentano di identificarne con certezza data, luogo e partecipanti.

    Se possiedi un archivio ricco di fotografie come questa, potresti creare una sezione dedicata, ad esempio “Archivio fotografico” o “Incontri e testimonianze”, organizzata cronologicamente. Sarebbe un modo efficace per documentare il percorso artistico di Luciano Bichi attraverso immagini contestualizzate e non soltanto attraverso testi.

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  3. Avatar Artista Bichi

    L’angelo:

    non ti destare oh Maria

    rimani pure dormiente

    io non ti voglio negare la tua intimità

    ma sfuggi ti prego sfuggi per un attimo

    ai tuoi sogni di fanciulla.

    Io sono colui che è venuto per annunciare

    l’evento

    mi manda lui mi manda l’Onnipotente oh

    Maria.

    Lui vuole che tu sia la sua madre terrena.

    Maria:

    ma cosa vuoi oh tu che vesti di luce

    io stavo aspettando Giuseppe

    perché mi distogli

    era tanto bello il mio sogno!

    Giuseppe stava bussando alla mia porta

    ed io non ho fatto in tempo ad aprirla

    sei arrivato tu!

    L’angelo:

    Maria Maria

    io aspetto risposta

    e voglio che tu dica di sì!

    Nostro Signore ha deciso di venire tra noi

    per essere come noi

    ed ha scelto te come Madre.

    E ti ha scelto tra tutte nel mondo

    Perché stupenda sei nella tua anima.

    Maria:

    se io sono preferita come Madre

    chiedo di scegliere il Padre

    colui dovrà essere sobrio

    e dovrà avere un mestiere

    perché questo è il concetto di chi vuol

    rallevare un bambino

    e poi dovrà essere bellissimo il Padre

    io ho scelto Giuseppe.

    L’angelo:

    colui che nascerà non può avere

    un Padre sulla terra

    perché lo è già nel cielo.

    Lui il figlio che è già con il Padre

    e lo Spirito.

    E tu Maria dovrai rimanere pura

    pura come lo spirito

    e quando lui nascerà

    lo terrai come una mamma tiene il proprio

    bambino

    lo accudirai lo laverai con il vino

    lo terrai stretto gli insegnerai ciò che sai.

    Egli è così che vuole nascere come tutti i

    bambini

    non vuole agevolazioni per ciò che egli è.

    Maria:

    accetto il volere

    accetto di rendermi madre di Dio

    ma voglio che Giuseppe sappia la verità

    e che non soffra per questo.

    L’angelo:

    andrò da Giuseppe

    e spiegherò a lui che può fargli da Padre

    e che il bambino assomiglierà a lui

    ed a te che siete bellissimi

    lui capirà.

    Grazie Maria

    grazie oh Madre dell’umanità

    grazie a nome di Dio.

    Puoi ora tornare nel tuo regno di fanciulla

    e quando ti desterai

    inizierà il tuo cammino.

    F/to: Luciano BICHI

    DAL VANGELO SECONDO BICHI

    Testo: Luciano Bichi

    La madre di Gesù

    Gesù a Maria

    Madre mia non far caso a ciò che io sono

    venendo da voi ho voluto essere come chiunque

    sono un bambino che deve imparare a muovere i primi passi

    sono un bambino che deve essere istruito da te oh Maria.

    Tu m’insegnerai a pregare.

    Venendo da voi ho preso la natura dell’uomo

    lasciando in cielo il Padre e lo Spirito.

    E tu mi hai lavato con vino

    hai dato il sapore terreno alla mia vita.

    Maria a Gesù:

    ho conosciuto tuo padre tramite un angelo

    dentro al mio sogno l’ho incontrato

    egli mi ha raccontato cose che non conoscevo

    e che tuttora non conosco

    sono tanto grandi le cose di tuo Padre

    lui non mi ha obbligato alla tua nascita

    ma ha messo dentro di me il suo amore parlato.

    Io ho accettato con tanta gioia l’evento

    sei tu dunque figlio dell’amore.

    T’indicherò ciò che so di questa vita.

    Gesù a Maria:

    Madre mia tu soffrirai insieme con me le pene

    Per il male commesso su questa terra

    Soffriremo per salvare gli uomini dai loro peccati.

    E dopo tu diverrai simbolo di tutte le mamme del mondo

    e ti chiederanno di compiere miracoli

    e saranno loro,

    saranno quelli che già stanno costruendo la mia croce

    a chiedermi di fare i miracoli.

    Tu, o madre mia, accontentali

    perché quando questo avverrà

    nel cuore degli uomini inizierà la speranza.

    Maria a Gesù:

    e tu figlio mio

    che sei nato per la nostra salvezza

    c’insegnerai la strada che porta al perdono

    ed io sarò il simbolo di tutte le mamme di questa terra

    fino al giorno della resurrezione di tutte le cose del mondo.

    F/to: Luciano BICHI

    DAL VANGELO SECONDO BICHI

    Testo: Luciano Bichi

    La Strage di Erode

    I guerrieri:

    Erode ci ha comandato

    ci ha imposto di uccidere tutti i bambini di Betlemme

    e noi dobbiamo uccidere

    dobbiamo uccidere senza pietà!

    E nelle strade scorrerà il sangue innocente

    Israele sarà avvolta dal lutto.

    Noi soldati strapperemo i vostri figli alla vita

    li toglieremo ai vostri sentimenti

    alle vostre attenzioni

    fra questi bambini uccideremo il piccolo Gesù.

    Nelle vie si parla di lui più d’ogni altro

    si parla di Gesù come di un salvatore dell’umanità

    si dice che abbia dei poteri straordinari

    e che i suoi occhi emanano una luce sgargiante

    se egli ti fa un cenno ti senti sollevato nello spirito

    come se invece di un bambino

    egli fosse un padre rassicurante.

    Egli ti spinge verso un senso di giustizia

    e questo fa tremare i potenti

    e questo fa paura al sistema.

    Il sistema si basa sul profitto

    il sudore dei poveri sollazza lo scrigno dei ricchi

    e mentre i ricchi si sentono protetti

    dalle armi e dalle leggi

    Gesù da segni di giustizia

    per questo noi dobbiamo eliminarlo!

    Le madri:

    noi siam le mamme di questi bambini

    ed amiamo le nostre creature

    essi rappresentano la nostra continuazione.

    Non vi faremo avvicinare alle loro culle

    vi daremo battaglia e useremo tutte le nostre forze

    useremo i denti

    vi trafiggeremo con le nostre unghie

    no vi sarà facile uccidere i nostri figli.

    E voi guerrieri

    non potete assetarvi di sangue innocente

    avrete a casa dei piccoli!

    E nella confusione ucciderete anch’essi

    esitate esitate guerrieri di Erode

    o la sciagura piomberà anche su di voi!

    E poi quale male può farvi Gesù

    egli è nato in modo straordinario

    ma questo non è stato da Erode creduto.

    Non possiamo capire il perché di tanta infamia

    di tanto terrore da parte sua.

    Gesù è solo un piccolo e bellissimo fanciullo

    quale motivo può tormentarvi!

    Erode:

    il motivo è suggerito da una stella

    che ha seguito per tutto il cammino una puerpera.

    E’ questo che ha fatto nascere in noi il sospetto.

    E come possono le povere genti

    amare un fanciullo prima ancor che nascesse

    già allora si diceva che sarebbe nato un essere giusto.

    A noi può andar bene il mendicante,

    il ladro, l’assassino, ma non chi cerca

    o predica giustizia!

    E guai a chi si ribella ai ricchi epuloni

    guai a chi non servirà i potenti su piatti d’oro

    lavati con il sudore della povera gente.

    F/to: Luciano BICHI

    DAL VANGELO SECONDO BICHI

    Testo: Luciano Bichi

    La Tentazione

    Gesù:

    Padre, Padre aiutami tu, sono 40 giorni che vago alla ricerca di me stesso

    voglio sconfiggere le mie sofferenze di uomo, Padre mio.

    Voglio capire fino che punto può arrivare

    la fedeltà in un uomo normale.

    Con la fame ed il dolore e la stanchezza

    mi è più facile raggiungerti o signore

    ora sono stremato e mi voglio fermare in raccoglimento.

    Ho chiesto nel mio momento peggiore di combattere

    contro le forze del male

    contro il denaro, contro la lussuria,

    contro quel potere terreno che distrugge le menti

    degli esseri umani.

    Ora lo sento, lo sento dentro di me

    sento che un essere è dentro di me

    e mi sta sussurrando parole paterne

    e mi sta offrendo i piaceri più sofisticati della vita.

    Questo essere non è né uomo né donna

    ed ha una bella presenza

    è accattivante questo essere.

    In questo momento mi sta offrendo

    Tutto ciò che io posso immaginare e vedere

    egli dice che se io ti ripudio

    posso avere tutto questo all’istante

    e che le mie forze tornerebbero subito a darmi vitalità

    e che la mia fame scomparirebbe nell’immediato.

    Mi tenta ed è tanto elegante e garbato il suo modo di fare

    è stimolante esso coglie tutti i sensi dell’uomo che è in me.

    Sono tormentato Padre mio aiutami, aiutami ti prego!

    Ora ti sento Padre sei qui accanto a me

    e mi lasci libero di scegliere

    avverto tanta sicurezza e con te dico di no

    a quell’essere maligno.

    Anche lui ti ha sentito e con un gesto di stizza

    rompe la sua bacchetta ornata di diamanti

    e svanisce nel nulla.

    Io sono ancora qua

    ma non avverto più la stanchezza

    l’angoscia e la fame.

    Mi sento realizzato con il tuo spirito

    e posso cantare vittoria.

    F/to: Luciano BICHI

    DAL VANGELO SECONDO BICHI

    Testo: Luciano BICHI

    Giovanni Battezza Gesù

    Con quest’acqua noi figli di Adamo

    verremo liberati dal peccato originale

    gli scettici si ravvedranno

    in fila con gli altri vi è Gesù

    a dare esempio battezzandosi anch’egli

    all’istante si avverte un boato

    è un tuono ciò che si avverte

    è la voce di Dio che si ode:

    Gesù è figlio mio è figlio di Dio

    una colomba si posa leggera sulla testa di Gesù

    così anche i più scettici

    rimangono in fila silenti.

    Giovanni a Gesù:

    io ti ho battezzato oh Gesù

    e ho ascoltato la voce del Padre

    verrà dopo chi seguirà quest’esempio

    si continuerà questo cammino di fede

    con il battesimo si farà penitenza:

    rappresenterà la tua morte oh Gesù

    con il battesimo ci assolverai

    ti assumerai i nostri peccati

    dai peccati dei nostri progenitori

    e a tutti verrà dato un nome benedetto da Dio

    sia fatta la tua volontà oh Gesù.

    F/to: Luciano BICHI

    DAL VANGELO SECONDO BICHI

    Testo: Luciano Bichi

    Il Ritorno da Betania

    Maddalena a Gesù:

    vieni, Gesù, vieni, vieni

    subito dal tuo amico

    non andartene proprio ora da Betania!

    Solamente un miracolo può trattenere Lazzaro

    a questa vita

    egli sta morendo.

    Anche Giovanni ti prega di non ritardare

    vai subito Gesù.

    Tu che hai sempre dimostrato a tutti noi

    che puoi fare dei miracoli

    e neppure conoscevi quelli che hai guarito

    dalle peggiori malattie.

    Lazzaro è uno dei tuoi migliori amici.

    Anche per questo ti prego di non esitare

    se vai da lui egli non morirà.

    Gesù a Maddalena:

    mia cara Maddalena apprezzo il tuo gesto

    tu vieni in nome di Giovanni

    in nome di Luca di Marco di Matteo ed altri

    e vieni per salvare un amico da febbri maligne

    e da eventuale morte.

    Il tuo gesto è nobile pari al tuo portamento

    la tua voce trema come tremano le tue vesti

    ma sia tu che altri

    non dovresti aver timore per Lazzaro.

    La morte cari miei è cosa giusta e predestinata

    voi tutti la dovreste accettare

    come si accettano tutte le cose che con Dio la

    natura offre.

    E come non si può fermare il moto del mare

    e non si può placare il soffio del vento

    così neppure la morte si può gestire

    ella cammina sempre a fianco

    di quel destino che l’accompagna.

    Ma per Lazzaro non dovreste temere

    egli è destinato a passare ancora altro tempo

    assieme a voi.

    Maddalena a Gesù:

    rimango sorpresa ed incredula!

    Non posso credere che proprio tu oh Gesù

    abbandoni un amico al suo destino.

    Mi era parso di capire dalle tue preghiere

    che non possiamo mai abbandonare gli amici

    ed addirittura tu hai detto

    che neppure i nostri nemici nel momento del

    bisogno

    devono essere abbandonati dal nostro conforto.

    Lazzaro è tuo amico

    ed ha chiesto che tu rimanga accanto a lui

    così diminuirebbero le sue sofferenze

    così avrebbe possibilità di guarigione!

    Gesù a Maddalena:

    devo assentarmi da Betania

    devo correre a predicare in altri luoghi

    gli insegnamenti di mio Padre di nostro Padre:

    quando tornerò farò ciò che devo fare.

    Tornerò fra quattro giorni.

    La morte di Lazzaro saprà aspettare

    ed anche se così non fosse

    voi cercate d’avere fede in ciò che io dico.

    La fede viene percepita nell’universalità delle

    cose.

    Sara il mio contatto fisico

    sarà la mia presenza d’amico a rafforzare

    la fede di Lazzaro.

    E sarà ancor la fede che rimuoverà

    i suoi organi vitali

    per far sì che egli ritorni a vivere insieme con

    voi.

    E a voi ancor voglio ripetere:

    è la fede in Dio che muove l’universo.

    F/to: Luciano BICHI

    DAL VANGELO SECONDO BICHI

    Testo: Luciano Bichi

    Gesù sulla Croce

    Padre, Padre aiutami a superare dignitosamente

    questo memento terribile.

    Il dolore che sto subendo è insuperabile

    il mio animo è straziato

    i chiodi mi lacerano i polsi ed i piedi

    il dolore che provo è moltiplicato

    dal peso del mio corpo.

    Chi più di me può capire che questo è giusto!

    Chi più di me può superare ciò che provo!

    Eppure il tormento è superiore alla mia ragione.

    Gli uomini mi hanno condannato

    ma la colpa non è loro, non vi sono colpe.

    Io dovevo morire tramite questo strumento di

    tortura

    dovevo morire per illuminare le coscienze.

    Gli uomini li ho creati io

    quindi so come sono composti.

    Se uno vive nella ragione

    egli non viene ricordato

    ma se la sua morte avviene in modo straordinario

    colui verrà pensato e compatito.

    La compassione porta gli occhi a vedere

    le orecchie a sentire

    e l’orgoglio a scomparire.

    Sapevo già del mio corpo che doveva morire

    in modo eclatante e questo era necessario

    e che io fossi esposto all’umiliazione.

    Era scritto che il mio sudore tramutato in sangue

    avrebbe colto le attenzioni di chi vedeva

    così gli uomini si sarebbero ricordati le mie parole.

    Può essere vero del cane rimasto sotto la mia croce

    esso si è impietosito prima degli uomini

    pur non avendo organi per poter dire

    ha fatto in modo che io potessi essere confortato

    dalla sua bontà.

    Gli uomini hanno il dono della parola

    spetta loro parlare con la mia voce.

    Alle soglie del 2000

    verrà a voi un povero artista

    lui vi dirà ciò che viene alla sua mente

    anche se quegli insegnamenti non saranno

    compatibili con il suo modo di vivere

    egli mi porta dentro al suo pensiero.

    L’artista risponde:

    io sono quel povero artista che vive nel buio

    io sono colui che è colmo di peccati

    sono quello che di giorno ti ferisce

    e la notte sogna di risorgere.

    Ma io ti sento oh Gesù

    ti sento nel punto più arcano della mia persona

    e ti sento come non ho mai sentito

    nessun amico anche se sincero.

    Le tue parole mi raggiungono e sono reali

    come la penna che lascia traccia di inchiostro

    su questo foglio di carta

    dove sto scrivendo queste mie impressioni.

    E anche se vivo nelle tenebre io ti vedo

    e di questo trovo spiegazione:

    è nel buio che si avvertono anche i più piccoli

    bagliori

    quando uno già vive nella luce

    le immagini si disperdono esse si confondono

    e sembrano tutte del solito colore.

    Mentre nelle tenebre ogni bagliore

    risulta più evidente.

    Questo è forse il motivo per cui tu affidi

    a gente come me le tue parole.

    A gente piena di misteri e di peccati

    ma che ti segue con l’arte ed il talento

    che tu ci hai donato e che cerca

    di farti conoscere nella tua più evidente realtà.

    F/to: Luciano BICHI

    DAL VANGELO SECONDO BICHI

    Testo: Luciano Bichi

    La Fede Di Maria

    Maria:

    la mia mente è sconvolta da tanta infamia

    il mio cuore è straziato dalla tua morte

    le membra sembra non sorreggersi.

    Come cambiano le cose della vita!

    Ora ti ho in braccio come quando venisti a me

    allora ero felice, ora sono addolorata.

    Le mani di tuo Padre sono là

    sono sulla tua testa oh Gesù mio

    sono le stesse mani che ti posero sul mio

    grembo

    ora ti portano via da me!

    Lui è tuo Padre io sono tua madre

    ed anche se mi hai parlato

    anche se mi hai avvertito ancor prima di

    morire

    che risorgerai

    e che darai esempio a chi vorrà vedere

    ora ti prego Gesù rispondi alla tua Madre

    rispondi alla tua mamma bambino mio!

    Gesù a Maria:

    conosco bene la tua disperazione

    le madri quando perdono i loro figli

    soffrono tutte come te

    e per far tu patir di meno

    ho lasciato Giovanni a farti compagnia

    Giovanni è sempre stato figlio tuo

    e tu lo devi amare e sostenere

    egli è molto giovane ha bisogno di te.

    E come con lui devi far con Maddalena

    anche lei in questo momento soffre senza

    colpe.

    Per me non dovresti soffrire

    tu sai meglio d’altri chi io sono

    non devi aver timore

    non devi disperati al cospetto di chi

    lascia alla natura le sue spoglie.

    Su questa terra siete tutti come l’albero

    esposto al vento,

    a volte anche se verdi cadono a terra le sue

    foglie.

    Son tante le ragioni per cui non devi piangere

    anzi dovresti gioire oh madre mia.

    Ma queste cose le capirai ancor meglio

    quando ti sveglierai dalla vita.

    Maria:

    mi son venuti a mente dei pensieri

    mi hanno parlato senza rumore alcuno

    si dice che il pensiero è la nostra intelligenza

    si dice che niuno può entrarvi dentro

    eppure quelle parole non eran mie!

    Sei stato tu oh figlio

    sei stato tu a rispondere alla mia preghiera.

    Hai parlato di Giovanni come se fosse tuo

    fratello

    e di una donna mi è arrivata voce oh Gesù mio

    c’era proprio Maddalena a piangere, a

    disperarsi

    ella sudava sangue ed era accanto a me

    era sotto la tua croce.

    E’ rimasto solo un cane a farti compagnia

    gli uomini son fuggiti tutti

    essi hanno avuto paura.

    Eppure erano con te il giorno del convivio.

    Tu li perdonasti ancor prima che tradissero

    tu sapevi come sono gli uomini

    essi hanno coraggio quando sono assieme

    ma lo perdono subito nell’isolamento.

    E tutto questo non cambierà nell’immediato.

    Tu hai dato esempio a tutti caro Gesù

    ma passeranno dei millenni

    prima che l’uomo si avveda

    prima che l’uomo perda i suoi difetti.

    E tu dall’alto li giudicherai

    e fin quando essi non capiranno

    li farai rinascere tramite i loro figli.

    F/to Luciano BICHI

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  4. Avatar Artista Bichi

    Tiziano Bellucci l’antroposofia di Rudolf Steiner al servizio dell’umanità ex Petra fForeat Popolus

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